Sicurezza
Arrestati mentre rubano su auto in sosta
I carabinieri colgono in flagranza di reato una coppia che aveva già forzato la serratura di una Panda al Mortelliccio
PIOMBINO. Due persone sono state arrestate dai carabinieri della stazione di Venturina nel corso dei servizi di vigilanza predisposti dal Comando compagnia carabinieri di Piombino mentre tentavano di rubare su auto in sosta.
Il servizio per arginare il fenomeno dei furti sui veicoli in sosta nei parcheggi ubicati nelle vicinanze delle spiagge della costa, frequentati da turisti alla ricerca della prima tintarella della stagione, i militari della Stazione di Venturina Terme ha prodotto subito risultati. In manette è finita una coppia di Grosseto: Josè Hudorovich, di 50 anni, e Natascia Zerbini di 47 anni. L’accusa per i due, già conosciuti alle forze dell’ordine, è di tentato furto aggravato su autovettura.
I carabinieri, appostati nel parcheggio del Mortelliccio, dopo l’arrivo di un veicolo con a bordo un uomo e una donna, notavano che gli occupanti del medesimo anziché recarsi alla vicina spiaggia iniziavano a guardare l’interno delle vetture già in sosta. I militari si sono insospettiti, hanno seguito la coppia per alcuni minuti sino a quando l’uomo, impugnato una forbice da elettricista, ha forzato la serratura dello sportello di una Fiat Panda di proprietà di una giovane della zona, entrando nell’abitacolo mentre la complice, posizionatasi nelle vicinanze, fungeva da palo.
L’uomo e la donna, domiciliati nel capoluogo maremmano in località Rugginosa, pregiudicati per reati contro il patrimonio, sono stati arrestati per tentato furto aggravato e trattenuti nelle camere di sicurezza sino all’udienza di convalida fissata nella mattinata presso il Tribunale di Livorno.
La dottoressa Elena Nadile, giudice del tribunale labronico, concordando sulla richiesta formulata dalla dottoressa Fiorenza Marrara, sostituto procuratore della Repubblica, nel convalidare l’arresto della coppia, ritenendo ricorrenti le esigenze cautelari da tutelare nonché sussistenti il concreto e attuale pericolo di reiterazione di delitti della stessa specie in relazione della mancanza di beni patrimoniali da cui trarre leciti mezzi di sussistenza, nonché dell’assenza di una stabile occupazione lavorativa, ha ordinato l’applicazione nei riguardi dei due della misura coercitiva degli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di merito fissata per il prossimo sette maggio.
Gli arrestati sono stati altresì proposti al questore di Livorno per l’emissione del foglio di via obbligatorio che costringerà i medesimi a non fare più ritorno nella provincia per i prossimi tre anni.
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