Il Tirreno

Salta il progetto dell’outlet a Tor del Sale

di Cristiano Lozito
Salta il progetto dell’outlet a Tor del Sale

Bocciatura dalla Regione, in gestazione un piano che prevede invece la riconversione a uso turistico-ricettivo

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Il progetto per un grande outlet al posto della centrale Enel di Tor del Sale non c’è più. O meglio, dopo aver vinto un bando, il progetto è stato successivamente bocciato dalla Regione, che sulla base di uno studio dell’Irpet ha giudicato scarsa la sostenibilità economica dell’intera operazione.

Il progetto, che nei suoi caratteri generali aveva l’avallo dell’amministrazione comunale, avrebbe dovuto garantire alcune centinaia di posti di lavoro, ma fin dall’inizio era stato visto con sospetto in particolare dalle associazioni di categoria del commercio che temevano l’impatto di questa nuova realtà.

Non ci sono commenti ufficiali su questo cambio di rotta, ma si sa che il consorzio di società interessato all’affare (tra gli altri nella prima fase c’erano un fondo austriaco che doveva garantire investimenti nell’ordine di 150 milioni, il Gruppo Piacentini che si occupa di costruzioni, la Lvmh, colosso francese con società impegnate nella moda, nel settore vinicolo, nella grande distribuzione) è al lavoro per presentare un altro progetto, questa volta votato in gran parte al settore turistico ricettivo, con una parte commerciale molto più piccola rispetto alle previsioni iniziali.

Ovviamente il progetto dovrà prima passare dalla verifica urbanistica da parte di Comune e Regione, e quindi è difficile immaginare i tempi in cui si compirà questo percorso.

La dismissione della Centrale di Tor del Sale, comunque inattiva da anni, in funzione resta solo un servizio di manutenzione interna, peraltro è avviato già dal 2015, comportando di per sé le bonifiche su un’area di una cinquantina di ettari (limitandosi all’estensione degli impianti) che spettano ad Enel, mentre delle demolizioni si dovrà occupare l’acquirente.

Il progetto del gigantesco centro commerciale prevedeva la sua realizzazione su una piattaforma di legno secondo criteri di bioarchitettura, insieme al recupero a verde dell’area sottostante, la creazione di un centro museale esterno e di percorsi didattici sui temi ambientali.

Enel nel 2015 aveva individuato Tor del Sale come progetto pilota da sperimentare ed eventualmente riproporre nel quadro di un piano di dismissioni di 23 impianti sul territorio nazionale.

La dismissione della centrale prevede come conseguenza, oltre alla riconversione dell’area industriale, anche il raddoppio dell’area occupata dall’oasi Wwf.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca