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Spartaia invasa dalla posidonia

Spartaia invasa dalla posidonia

La rimozione a carico dei privati che hanno concessioni, ma è scontro col Comune 

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MARCIANA. Spartaia fa i conti con le posidonie spiaggiate, conti che non tornano per quanto riguarda i costi di smaltimento che vanno suddivisi tra comune e concessionari della spiaggia. Un problema che si ripresenta puntualmente ogni anno, quello dei cumuli di posidonie sulle spiagge, e che riguarda gran parte dei litorali elbani. La vice prefettura dell’Isola d’Elba dopo essersi consultata con il Parco Nazionale dell’Arcipelago, la Capitaneria di Porto, i Carabinieri Forestali ed Esa, nel marzo scorso ha cercato di fornire un “chiarimento esaustivo” sulle metodologie da seguire per la gestione delle cosiddette banquettes, le collinette formate dall’accumulo di posidonie miste a sabbia. Regole che sono contenute in un’informativa contenente le linee guida diretta ai sindaci, per evitare possibili controversie tra i Comuni, le associazioni ambientaliste e le categorie economiche locali. L’informativa in quanto tale, va interpretata, ma questo (come negli anni passati), non ha impedito che nascessero contestazioni, come appunto a Spartaia, dove alcuni concessionari della spiaggia non sono d’accordo con la ripartizione delle aree di loro competenza e quindi dei costi da pagare per le rimozione delle posidonie. A quanto detto, si aggiungerebbe un errore nella suddivisione della porzione di spiaggia tra le strutture turistiche che vi si affacciano e quella di cui è competente il Comune. Le linee guida inviate dal prefetto secondo quanto stabilito dal Ministero per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare specificano infatti che dove “si verifichino oggettive incompatibilità tra gli accumuli di biomassa e la frequentazione delle spiagge, le banquettes possono essere rimosse e trattate come rifiuti solidi urbani”. Operazioni i cui costi sono a carico del Comune per quanto riguarda le aree pubbliche non affidate a concessionari privati, che si dovranno invece fare carico dello smaltimento se il materiale è su un’area data in concessione. Per quanto riguarda Spartaia, venerdì il Comune di Marciana incontrerà le parti in causa, per vedere se e come rimuovere gli accumuli. L’informativa prefettizia specifica inoltre che “gli interventi di rimozione della posidonia devono essere limitati alle spiagge di intensa fruizione organizzata, che non ricadono nell’area del Parco Nazionale o nella Rete natura 2000, per cui è necessario prima aver l’autorizzazione del Parco. Esistono anche altre due ipotesi alternative alla rimozione: il mantenimento in loco dei cumuli di posidonie e il loro spostamento temporaneo. La prima “appare come la migliore dal punto di vista ecologico” si legge nella nota prefettizia sempre che non entri “in conflitto con le esigenze di balneazione e fruizione delle spiagge”. Nel secondo caso si tratta di stoccare gli accumuli n zone appartate della stessa spiaggia o in spiagge poco accessibili, o non frequentate dai bagnanti o particolarmente esposte all’erosione. Nelle spiagge più frequentate però comportano “una diminuzione del valore turistico della spiaggia – aggiunge la vice prefettura - e viene richiesto alle amministrazioni di rimuovere i depositi per rendere le spiagge più gradevoli”.

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