Il Tirreno

Dalla vita spericolata rinasce con il calcio e a Monteverdi è festa

Dalla vita spericolata rinasce con il calcio e a Monteverdi è festa

Ludovico Bernini ha raggiunto i 100 gol con la sua squadra Un passato difficile, ma ora è tutto famiglia, lavoro e pallone 

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MONTEVERDI. Ma si può festeggiare dopo una sconfitta? E che sconfitta! Da un iniziale 2-0 a 2-4 al 90’. A Monteverdi si può. È successo domenica scorsa, torneo di seconda categoria: sul proprio campo l’undici di casa incontra il Riotorto, una doppietta di Bernini sembra aver messo al sicuro il risultato, ma poi gli ospiti rimontano, pareggiano, alla fine portano a casa un inaspettato successo. La loro esultanza è scontata, ma che si festeggi anche nello spogliatoio degli sconfitti è sorprendente. Che, calato il sipario della partita, coinvolge tutti, giocatori locali, ospiti, dirigenti, in un tributo a Ludovico Bernini, il centravanti autore della doppietta d’apertura, perché con quei due gol ha raggiunto quota 100 nei sette anni con la maglia del Monteverdi. Il risultato sportivo è importante, forse è un record nei campionati non professionistici, ma il significato della festa va oltre il gruzzolo, pur consistente, di gol realizzati: è un gesto di affetto e di solidarietà verso un giovane a cui la vita ha riservato ben oltre l’adolescenza anni difficili e burrascosi, dai quali ha saputo uscirne alla grande. Grazie allo sport, alle attenzioni dei dirigenti della società, all’amicizia e alla stima dei compagni di squadra.

Della sua difficile “partenza” Ludovico non fa mistero con nessuno, trasparente fino a raccontare com’era stata la sua vita di “prima” perfino nel giorno delle nozze con Alessia, la giovane donna che gli ha dato due bambini, Leonardo e Diego (in omaggio al suo idolo, Maradona, che portata tatuato sul petto), ed è in attesa di un terzo. Una “confessione” pubblica, davanti agli amici riuniti a tavola.

Livornese, 28 anni, Ludovico poco più che adolescente trova lavoro come facchino in un’azienda. Lavoro duro, non gratificante. Spericolate compagnie lo portano a vivere borderline, talvolta oltre. Ma è un bravo calciatore: due stagioni al Sansovino e allo Jesi gli indicano la strada. 7 anni fa lo chiamano a Monteverdi, i dirigenti gli trovano un lavoro in un’azienda di Larderello. E ogni domenica è in campo: un gol dopo l’altro, una stagione dopo l’altra. Dalla terza categoria alla seconda. Con passione e impegno. Con la stima di tanti nuovi amici. «Oltre il calcio, in paese e sul lavoro: sono grato a tanti» dice “Ludo” riconoscente. «Per me, e penso anche per Massimo Vivarelli il direttore tecnico, è stato come crescere un fratello minore – racconta commosso il sindaco Carlo Giannoni -. Abbiamo condiviso con Ludovico momenti brutti e momenti felici. Oggi questi suoi 100 gol sono un grande risultato, ma la soddisfazione maggiore è per come è cambiata la sua vita: uomo squadra in campo, esemplare sul lavoro. Non è un miracolo, ma un successo umano: aveva smarrito i valori che aveva dentro di sé, a Monteverdi li ha ritrovati. E siamo tutti felici». (g.p.)



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