Sicurezza
Il pronto soccorso scoppia, ma non di salute
Pazienti in fila, disagi e proteste: «Non ce l’abbiamo con gli operatori ma sono pochi». I sindacati: manca il personale
PIOMBINO. Ore 11. 20, pronto soccorso dell’ospedale Villamarina di Piombino. Una signora in carrozzina è in un angolo della sala. «Aspetto da due ore di essere visitata dal neurologo – dice – quanto ancora devo attendere? ». Le risponde un’infermiera: «Mi dispiace, purtroppo, a oggi c’è un solo neurologo in tutto l’ospedale, perciò deve occuparsi sia dell’ambulatorio sia, eventualmente, del pronto soccorso. Appena ha finito viene da lei».
In fila per l’accettazione ci sono sette persone. «Sono qui da quaranta minuti e non ho potuto parlare con nessuno. La prossima volta mi faccio portare dall’ambulanza! ».
Mezz’ora dopo la coda comincia a smaltirsi e le persone a defluire.
Piano piano torna tutto alla normalità. Ma, tra i pazienti, l’impressione di disagio è forte.
«È che manca il personale – dice una signora in sala d’attesa – Noi a volte perdiamo le staffe, ma non è colpa degli operatori di turno. Il problema è che, secondo me, sono troppo pochi per gestire al meglio tutta la struttura».
La percezione di molti di coloro che frequentano il pronto soccorso insomma è che, per il personale medico e infermieristico, ci sia una carenza d’organico che va a intaccare la qualità del servizio. Posizione, questa, in parte condivisa anche dai sindacati di settore.
«Mancano sicuramente gli oss (operatori sociosanitari, ndr). Essendo il pronto soccorso lontano dai reparti, unità in più sarebbero molto utili – dice Paolo Camelli, Uil – Ne servirebbero almeno altre cinque. Poi, e il problema si porrà a breve, sarebbero necessari un altro medico e un ulteriore infermiere, da impiegare come rinforzo estivo».
L’estate infatti è un periodo di fuoco per il pronto soccorso, il quale viene caricato di una dose di lavoro eccezionale rispetto ai mesi invernali. Camelli sottolinea che c’è un tavolo aperto con l’azienda per discutere il piano di assunzioni ma, nel frattempo, i disagi ci sono e si percepiscono. Sulla necessità di nuove assunzioni è d’accordo anche Simone Assirelli, Cgil Funzione pubblica, secondo cui «c’è anche la necessità di un nuovo pronto soccorso perché quello attuale segue un modello troppo vecchio. Tra i vari reparti sono medicina e il pronto soccorso quelli che soffrono maggiormente, perché sono le realtà che ospitano un numero superiore di pazienti. Servirebbero più oss e almeno un altro medico e un altro infermiere per permettere un migliore funzionamento del servizio».
Nella sala d’attesa del pronto soccorso, quando l’infermiera apre la porta dell’accettazione, chi è in fila accorre per chiedere informazioni. Aspettano tutti da tempo. E molti sono stanchi. «È una vergogna» dice qualcuno. «Poi è anche caldo qui dentro adesso, non è proprio la situazione ottimale», afferma qualcun altro. Gli animi a un certo punto si riscaldano. «Non siamo arrabbiati con chi lavora – ribadisce un paziente – ma chi sta al vertice dovrebbe organizzare meglio il servizio».
«Non è solo il pronto soccorso, il quale non è il mio campo – dice Vincenzo Malatesta, Cisl – Io sono un tecnico di radiologia e anche lì mancano medici».
Mentre Massimo Ferrucci, segretario provinciale Fials Livorno, in una nota scrive: «La direzione aziendale dovrebbe spiegare ai cittadini come farà ad attivare i presunti nuovi servizi quando si propone di coprire il turnover del personale per l’85%. La Asl Nord ovest a oggi spende per il personale 642 milioni di euro, cifra di gran lunga al di sotto del tetto di spesa previsto dalla legge, che è di 754 milioni. Pertanto, in assenza di investimenti sul personale, eventuali nuovi servizi non sono realizzabili e i diritti dei lavoratori non sono rispettati».
Il dibattito, insomma, è tutt’altro che vicino a sopirsi.
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