Il Tirreno

Il 3 maggio il tribunale decide sul dissequestro

Il 3 maggio il tribunale decide sul dissequestro

La notizia data durante il consiglio comunale tematico di ieri sul caso Rimateria Le opposizioni: in ogni caso non può ricominciare a funzionare come prima

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PIOMBINO. La notizia più attesa dai lavoratori di Rimateria è arrivata durante il consiglio comunale tematico di ieri. Il tribunale del riesame ha fissato per il 3 maggio l’udienza in cui verrà deciso se dissequestrare o meno, in tutto o in parte, la discarica di Ischia di Crociano.

Per il resto, ieri hanno parlato tutti: sindaco, consiglieri, dirigenti, lavoratori e Rsu dell’azienda, Legambiente, cittadini di Colmata.

«Rimateria opera in un’area di 62 ettari – ha detto il sindaco Massimo Giuliani in apertura – in cui si trovano 4 discariche: quella di Asiu che è nella fase di chiusura, due discariche di rifiuti industriali della ex Lucchini, la Li53 discarica abusiva consistente in 400mila tonnellate di rifiuti industriali stoccati in modo incontrollato in cumuli. La Li53 è comunque una discarica di non pericolosi. Rimateria opera in base a un decreto del ministero dell’Ambiente che la incarica della messa in sicurezza della Li53 ed è appunto da questo che parte il piano industriale dell’azienda contenuto nel patto sottoscritto dai sindaci proprietari. Di questi rifiuti circa i due terzi possono andare a riciclo, l’altro terzo deve essere trattato in modo controllato. Il piano industriale di Rimateria nasce quindi dall’esigenza di risolvere le nostre criticità ambientali e dalla sinergia che ci sarebbe intervenendo a valle del ciclo produttivo dell’acciaio. La Germania draga tutta l’Europa di rifiuti speciali e la Germania è un paese ambientalista. Legambiente nel suo rapporto raccomanda di fare le discariche».

Il presidente di Rimateria Valerio Caramassi ha messo l’accento sul processo di risanamento economico e ambientale iniziato, a fronte di una situazione iniziale particolarmente difficile: una discarica ex Lucchini acquisita da Asiu, un’impiantistica e una situazione economica disastrose.

Mauro Marini (Rsu) ha posto all’attenzione un documento redatto da tutti i lavoratori di Rimateria, in cui si fa riferimento al lavoro di informazione svolto dai lavoratori in città nell’ultimo mese con un ringraziamento a chi ha appoggiato la loro lotta pacifica: «Ma la solidarietà deve essere seguita da azioni, Rimateria deve ripartire il prima possibile, per il lavoro e per la funzione che svolge nel territorio».

Per Adriano Bruschi di Legambiente i disagi dei lavoratori e dei cittadini vanno tenuti uniti: «E per ora sulle bonifiche non è stato fatto praticamente niente. Nell’Accordo di programma del 2014 si evidenziava che la rimozione dei cumuli fosse prioritaria per procedere. I cumuli impediscono di fare i carotaggi».

Uno dei rappresentanti dei cittadini di Colmata, Giancarlo Matteoni, ha ricordato la raccolta di oltre 300 firme e ha chiesto di fare luce sulle conseguenze sanitarie che possono derivare dalla vicinanza della discarica: «I risultati delle analisi delle falde sono sconcertanti, per alcuni il superamento dei limiti è di 100 volte, come il biossido di azoto. Dipende dal Sin o anche dalla discarica? Prima di affermare che va tutto bene, aspettiamo la risposta della Regione».

Per le forze di opposizione, anche se venisse dissequestrata la discarica non può ricominciare a funzionare come prima. Mettere a norma la discarica diventa quindi una priorità per tutti, altrimenti tutto il resto crolla. Sul porto sono stati investiti molti euro, la stessa cosa dovrebbe avvenire anche in questo caso, hanno affermato alcune forze di opposizione.



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