Gioco
Rimateria, il pm riapre gli uffici amministrativi
Ma l’attività rimane ferma e non è stata ancora fissata l’udienza del riesame Oggi il consiglio comunale aperto. Si parte alle 9 con Giuliani e Caramassi
PIOMBINO. Gli uffici amministrativi sono di nuovo aperti. Dalle 10 di ieri il personale di Rimateria ha ripreso possesso della propria sede a Ischia di Crociano. L’autorizzazione è stata firmata dal sostituto procuratore Massimo Mannucci.
Ancora nessun segnale invece sul fronte dell’udienza del tribunale del riesame dove si deciderà se mantenere la discarica sotto sequestro, oppure se dissequestrarla del tutto o solo in parte.
Ricordiamo che il giudice delle indagini preliminari Marco Sacquegna il 21 marzo aveva disposto il sequestro preventivo della discarica e il 26 marzo il legale dell’azienda, l’avvocato Pier Matteo Lucibello, aveva depositato in cancelleria l’istanza di dissequestro.
L’articolo 324 del codice di procedura penale prevede ottimisticamente dieci giorni: «Sulla richiesta di riesame decide, in composizione collegiale, il tribunale del capoluogo della provincia nella quale ha sede l’ufficio che ha emesso il provvedimento nel termine di dieci giorni dalla ricezione degli atti». Di giorni, dal 26 marzo, ne sono passati 22. Viene da pensare che il tribunale non abbia ancora ricevuto la richiesta, anche se lo stesso articolo impone alla cancelleria di darne «immediato avviso all’autorità giudiziaria procedente che, entro il giorno successivo, trasmette al tribunale gli atti su cui si fonda il provvedimento oggetto del riesame».
«Anche la burocrazia giudiziaria ha i suoi tempi – commenta il presidente di Rimateria, Valerio Caramassi – che per ora sono quelli previsti dal nostro avvocato. Cioè dai 20 ai 30 giorni. Al massimo all’inizio di maggio, anche se non so come faremo. Il tempo stringe per tutti. Per i lavoratori, che continuano a dimostrare pazienza una grande qualità di mobilitazione, ma che cominciano a essere stanchi. Per la stessa discarica che stavamo mettendo a norma ma che ora, essendo fermi i lavori, continua a puzzare. E quindi per gli abitanti. Il percolato è gestito dalle persone comandate ma il problema dei cattivi odori è peggiorato, anche se l’altro giorno all’incontro pubblico qualcuno ha avuto il coraggio di dire che ora si sta bene.... E infine i tempi stringono per l’azienda, che deve continuare a pagare i mutui senza poter riscuotere in mancanza di conferimenti. Qui si rischia il crac se non succede qualcosa».
Intanto sono stati riaperti gli uffici. «Sì – conferma Caramassi – almeno lì il lavoro è ripreso, per quanto possibile e necessario. L’attività dell’azienda è ferma ma c’è tutta la parte che riguarda progetti, scadenze eccetera che va avanti, e che ricomincia a essere seguita dalla sede vera e propria anziché da quella di rappresentanza di Venturina. Il provvedimento è arrivato venerdì ed è firmato dal pm Mannucci. Come leggo questa cosa? Non come un segnale negativo ma neanche come il preludio a soluzioni positive. Preferisco essere prudente. Finché non fissano l’udienza del riesame è inutile fare ipotesi o ripetere le stesse cose. Gli scenari sono gli stessi: dissequestro totale e quindi ripresa dei lavori con inevitabile slittamento dei tempi, oppure parziale e allora ci vogliono i soldi, i famosi tre milioni, da qui al 31 agosto. I soldi, non le chiacchiere e nemmeno la solidarietà pelosa, perché se non si pagano le imprese e i dipendenti si chiude».
Stamani intanto si svolgerà il consiglio comunale dedicato proprio al caso Rimateria. La scaletta prevede alle 9 l’introduzione del sindaco Massimo Giuliani, poi gli interventi di Caramassi, di Maurizio Pinna (responsabile tecnico di Rimateria), delle Rsu, di Adriano Bruschi di Legambiente, di due cittadini di Colmata e degli otto gruppi consiliari. Nel pomeriggio, a partire dalle 15, le repliche di Caramassi, dei capigruppo e le conclusioni del sindaco.
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