Sicurezza
Ancora nomadi in via del Lavoro
Una roulotte è ormai stabile, altre due hanno sostato e sono partite
VENTURINA. Di nuovo famiglie nomadi in via del Lavoro. Nei giorni scorsi sono giunte due nuove roulotte nella zona di via del Lavoro che si trova dopo il piccolo parco giochi. Sono stati stesi lenzuoli, tappeti ed indumenti ad asciugare lungo la piccola fila di alberi. Dei cartoni sono stati lasciati tra una roulotte e l’altra mentre le famiglie hanno svolto attività di campeggio, all’inizio della parte sterrata, sistemando dei tavoli di fortuna. Più lontano, sempre nello stesso spiazzo ma in fondo alla parte sterrata, quasi nascosta, si trova un’altra roulotte, presente da diversi giorni. Sembra che vi risieda una sola famiglia. Stessa situazione era stata registrata lo scorso 26 di marzo, quando erano giunte da Prato delle famiglie nomadi. La polizia municipale, che poco aveva ricevuto delle segnalazioni ed era intervenuta invitando le famiglie a lasciare il posto in giornata, con l’avvertenza che in caso contrario sarebbero state applicate sanzioni amministrative. La ragione l’aveva spiegata in quell’occasione il comandante della polizia municipale campigliese, Alberto Messerini: «Nei parcheggi è vietata l’attività di campeggio, per cui non si possono mettere tende, stendere tavoli». Probabilmente ci dev’essere una sorta di passaparola se tutte le volte nuove famiglie di nomadi si accomodano in questo preciso punto del paese. Nella giornata di lunedì le due nuove roulotte hanno abbandonato il territorio. L’altra roulotte, in fondo allo spiazzo sterrato, si trovava sia alla fine di marzo, sia all’inizio dello stesso mese quando era stata segnalata il giorno 7 e si trova tutt’ora nella posizione dove si è sistemata da tempo. Il tavolo dove mangiano i componenti della famiglia è sistemato dietro la roulotte insieme ad altri accessori che danno l’apparenza della “stabilità”. In più, né davanti alla roulotte, né nelle vicinanze è ravvisabile un’auto che dovrebbe trainare e quindi portare via “l’abitazione ambulante”.
Francesco Rossi
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