Sicurezza
Sanità, maggioranza divisa Ferrari: «Critiche assurde»
Il sindaco risponde duramente ai suoi consiglieri schierati contro il piano sanitario Nel mirino il documento anticipato dal Tirreno: «Medicina e chirurgia non si toccano»
PORTOFERRAIO. «Che le voci critiche e strumentali sul piano sanitario si levino all’interno dall’amministrazione che esprime l’attuale presidente della conferenza dei sindaci, è veramente nota dolente». Con queste parole Mario Ferrari, sindaco di Portoferraio e presidente della Conferenza dei sindaci, risponde indirettamente ai suoi consiglieri di maggioranza e, di fatto, rende pubblica la crisi sottotraccia che si sta consumando alla Biscottteria.
Da una parte il sindaco e il presidente del consiglio comunale Luciano Rossi, dall’altra la maggior parte dei consiglieri comunali, con la sanità come terreno di scontro.
Aria di crisi. La rivolta dei consiglieri si è concretizzata, come anticipato ieri dal Tirreno, con un documento con il quale si chiede al sindaco di correggere il tiro su un piano sanitario considerato dannoso per la sanità dell’isola. Resta da capire se lo scontro sulla sanità si trasformerà in una vera crisi all’interno della maggioranza a circa un anno dal voto portoferraiese, messa a dura prova ormai da giorni in seguito alle dimissioni congelate e mai ritirate di Luciano Rossi, in disaccordo con il vicesindaco Marini sulla gestione finanziaria e della partecipata Cosimo de’ Medici. Sulla sanità, intanto, la reazione del sindaco Mario Ferrari è immediata. E durissima. «Il piano sanitario al quale si rivolgono oggi alcune critiche non è il piano sanitario di Ferrari, ma è stato valutato, condiviso e approvato in ben due passaggi, all’unanimità, dalla Conferenza dei sindaci elbani – scrive Ferrari – la bozza del piano da due amministratori esperti in materia sanitaria nella loro figura di medici plurispecialisti, con molto anni di esperienza di dirigenza nel mondo ospedaliero. Questo piano sanitario è quindi espressione di tutta la conferenza dei sindaci elbani. E lo stesso assessore alla salute della Regione Stefania Saccardi, ha sottolineato l’alto livello tecnico del documento».
“Fuoco amico”. Ferrari definisce critiche strumentali quelle prodotte dai suoi “alleati”, almeno in teoria, in consiglio comunale: «Le problematiche sollevate sono assolutamente prive di ogni fondamento, sintomatiche di una assoluta non conoscenza del piano, oltre che della situazione ospedaliera e sanitaria elbana. Ci sarà modo di approfondire ulteriormente e tecnicamente il contenuto del piano, ma mi soffermo su quanto messo in discussione nel documento scritto e condiviso da alcuni consiglieri portoferraiesi».
Il documento dei consiglieri. I consiglieri di minoranza criticano, con il documento inviato a Ferrari, un piano sanitario che rafforzerebbe Piombino. «Non c’è nessun motivo di pensare ciò – spiega il sindaco replicando punto per punto al documento firmato dai consiglieri di maggioranza che tuttavia non è mai stato reso pubblico – al contrario il concetto di utilizzo delle risorse aziendali (senza il quale nessun miglioramento è possibile) prevede che medici di Piombino vengano ad operare all’Elba più frequentemente per ampliare e realizzare i servizi che non sono presenti sull’isola e vedono molti nostri concittadini migrare verso l’ospedale piombinese, come dimostrato dai numeri. Quindi eventualmente il piano elbano chiede e sottrae a Piombino risorse umane professionali, e non avviene certamente il contrario».
Medicina e chirurgia. La maggioranza di Ferrari è insorta contro il piano sanitario, che metterebbe a rischio prima la sopravvivenza di chirurgia, quindi quella di medicina. «Anche queste affermazioni sono palesemente inesatte e tendenziose – dice il sindaco – attualmente le unità operative complesse sono due: Medicina e Chirurgia. La prima non è stata mai messa in discussione e mai lo sarà. Ha visto arrivare recentemente un nuovo direttore facente funzione ed è stata avanzata la richiesta alla Regione, da parte dell’azienda stessa, di espletamento di concorso per coprire tale ruolo, da effettuare verosimilmente entro la fine dell’anno. C’è da sottolineare che alcune proposte del piano sanitario attuale che riguardano proprio la Medicina non solo sono state accolte, ma alcune già attivate: mi riferisco al nuovo cardiologo presente per 80 ore mensili e che darà un grosso contributo all’unico cardiologo oggi presente, che rappresentava un serio annoso problema del nostro ospedale, mai risolto prima. Inoltre si registra l’apertura di ben tre nuovi servizi ambulatoriali: medicina interna, pneumologia e reumatologia». Ferrari allontana anche le ombre da Chirurgia.
«Altra unità operativa complessa mai messa in discussione – dice – il problema non riguarda tanto gli interventi in sé, ma la sicurezza del post operatorio perché non è solo importante avere una equipe chirurgica preparata, ma soprattutto un posto dove il paziente post chirurgico possa essere messo in sicurezza. Molti sono gli interventi ortopedici e chirurgici che oggi vengono fatti in continente non certamente per incapacità tecnica dei nostri operatori, ma per mancanza di una intensiva post-chirurgica che costringe a trasferire pazienti con maggiore rischio chirurgico. In questo contesto è stata quindi chiesta l’attivazione di una unità operativa complessa di rianimazione con 4 posti letto di high/care sub intensiva con la nomina di un direttore. Quindi se la matematica non è un’opinione questo piano non prevede la perdita di nessuna unità operativa complessa ma l’acquisto di una terza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
