Una ragazza d’altri tempi che va controcorrente e usa i libri come dei talismani
È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie...
È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero.
Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé...
Comincia così la “ Storia di una ladra di libri”, il romanzo poi diventato anche film, che narra la storia d'amore di una bambina con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda.
E talismani, anche se in tempi migliori, lo sono anche i libri di Aurora Bolioli, una ragazza d'altri tempi, nata a Suvereto, dove il nonno paterno, pastore, è arrivato dall'Emilia con la transumanza, per restarvi per sempre, insieme alla nonna conosciuta sul monte Amiata.
Una ragazza che va controcorrente e vive di libri, li legge, li respira, li fa leggere, svolgendo un'attività tradizionale che oggi richiede nuove forme di specializzazioni.
Con un investimento limitato, ma con tanta passione, accontentandosi di guadagnare il giusto per il piacere di leggere e far leggere grandi e piccini, in un angolo di cultura pieno di colori che aiuta la fantasia a volare alto.
Aurora Bolioli gestisce una piccola libreria per bambini (“Nessun Dove”) nel centro storico di Suvereto, paese in cui risiede.
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