Attenzione
Magona, la decisione entro il 23 maggio
Atteso il pronunciamento dell’Antitrust Ue sulla vendita per permettere ad Arcelor Mittal di acquisire l’Ilva di Taranto
PIOMBINO. ArcelorMittal mantiene gli impegni presi con il Governo e con i commissari straordinari. Come previsto dall’accordo di cessione dell’Ilva, per ottenere dall’Antitrust Ue il via libera all’acquisizione del colosso siderurgico italiano, AM è pronta a cedere una parte non irrilevante dei propri asset europei senza toccare il perimetro delle attività di Ilva. L’Antitrust, come avevamo già più volte annunciato, dovrebbe sciogliere la riserva entro il 23 maggio. Mentre al Mise continuava il confronto con i sindacati, la società ha reso pubblico il pacchetto di cessioni presentato alla Commissaria Vestager, impegnata nella fasi di revisione dell’operazione di acquisizione. In cima spicca lo stabilimento La Magona di Piombino – unico impianto di acciaio galvanizzato di Arcelor Mittal in Italia – al quale è interessata l’italiana Arvedi con la benedizione dei sindacati. Anche se è tutta da discutere la decisione di non cedere nel pacchetto il reparto di verciatura che metterebbe a rischio trasferimento numerosi dipendenti.
Ma la strada per Arcelor verso Taranto non è in discesa. Tra gli impianti ce n’è uno in Lussemburgo, a Dudelange, e il governo si infuria. Il vice premier Etienne Schneider annuncia che chiederà alla commissione europea di mettersi di traverso sulla vendita di questa struttura. «Chiederò che non sia ceduta», ha affermato sull’onda delle polemiche che si sono sollevate nel Paese. «Obbligando ArcelorMittal a cedere siti produttivi in Europa la Commissione – sostiene Schneider – agisce contro gli interessi della politica industriale Ue poiché impedisce la nascita di un vero campione della siderurgia europea in grado di competere sul mercato mondiale». La società siderurgica, infatti, oltre a Piombino e Dedelange, ha annunciato che cederà: lo stabilimento di Galati, in Romania; di Skopje, in Macedonia; di Ostrava, nella Repubblica Ceca, oltre alle linee di galvanizzazione 4 e 5 a Flemalle e alle linee di decapaggio a caldo, a freddo, laminazione a freddo e di banda stagnata a Tilleur, tutte a Liegi, in Belgio. Il passo, ufficializzato irti da ArcelorMittal, era «atteso da tanto tempo» ha detto il ministro dello sviluppo Carlo Calenda, fiducioso che l’esame dell’Autorità europea si concluda positivamente permettendo ad Ilva di diventare «la migliore acciaieria europea». «Questo – ha aggiunto – è l’ultimo scoglio che rimaneva, ora il nodo è solo l’accordo sindacale». Su questo fronte, l’intesa, non è a portata di mano, ma le parti continuano e vedersi. Certo, per dirla con il segretario generale della Fiom Francesca Re David: «L’intesa ancora non c’è» però sembrano aumentare le probabilità che ci sarà. I sindacati restano fermi nel salvaguardare tutti i 14mila dipendenti mentre ArcelorMittal vuole assumerne 10mila.
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