Gioco
Il baby astronomo insegna agli alunni i segreti del cielo
Staccioli, giovanissimo piombinese, mette a servizio di tutti la sua passione «I bambini stupiscono, uno mi ha chiesto: “Se si punta il telescopio si vede Dio?”».
«I pianeti del sistema solare e le stelle, ad eccezione del sole, visti dalla superficie terrestre si presentano come piccoli punti luminosi, ma sono corpi celesti molto differenti fra loro. Spiegarli ai bambini può essere divertente ma non è certo la cosa più facile. Bisogna usare parole appropriate e soprattutto saper rispondere in modo semplice e diretto alle loro domande». Mirko Staccioli, giovanissimo piombinese appassionato di astronomia, ma anche studioso della psicologia infantile, ci ha provato con successo, tenendo lezioni agli alunni delle elementari di Venturina. Grazie alla collaborazione della preside e delle insegnanti che hanno capito il valore dell’offerta fatta in modo gratuito da Staccioli e hanno accolto il neo-astronomo nelle loro aule.
Il risultato? Non si è fatto attendere e, a giudicare dall’attenzione che i giovanissimi allievi hanno prestato alle lezioni di Mirko, l’esperimento è riuscito perfettamente. Perché allora non ripeterlo in altre realtà? Raccogliamo il messaggio e lanciamo la proposta. Mirko aspetta richieste, pronto ad arrivare ovunque col suo telescopio, per far conoscere ai bambini i segreti del cielo.
Quando e come è nata la tua passione per gli astri?
«Tutto è successo grazie a un programma televisivo su “Dimax”, in cui si parlava del pianeta extrasolare “Kepler-22b”. Ne sono rimasto talmente affascinato che mi è venuta voglia di aprirmi agli orizzonti dell’universo. Il mio viaggio nello spazio è iniziato il 12 maggio 2015 col primo telescopio».
Hai chiesto e ti hanno permesso di insegnare astronomia ai piccoli allievi delle Marconi. Ma come si svolge una lezione?
«Incominciamo con la visione della volta celeste (stelle, pianeti. . . ) con la spiegazione degli stessi. Poi arrivano le domande: i bambini in questo sono bravissimi e molto curiosi».
Anche tu da bambino facevi tante domande?
«Ero abbastanza curioso e chiedevo sempre spiegazioni su tutto».
Alle elementari, le tue materie preferite?
«Scienze mi piaceva moltissimo, al contrario di storia e matematica che non ho mai amato e che studiavo solo per dovere».
Avevi molti giocattoli?
«Sì, ma preferivo giocare a nascondino con i miei amici. Ero un bambino socievole e piuttosto agitato».
La prima immagine che hai davanti agli occhi se pensi alla tua infanzia?
«Le corse pazze insieme al mio cane Camilla, una meticcia buonissima a cui ne ho fatte passare di tutti i colori …. dalle unghie con lo smalto, fino al pelo colorato con la polvere di cemento! » .
Adesso hai un altro cane?
«Un chiwawa di nome Lex Luthor. E già dal nome si capisce il suo carattere! » .
Ami tutti gli animali o solo i cani?
«Tutti e in particolare i piccioni. Ne ho salvati tanti, fra cui uno che aveva l’ala rotta. L’ho curato e si è affezionato a me. L’ho chiamato Nero e per riconoscerlo gli ho colorato una piuma. Per un periodo è venuto tutti i giorni sul mio terrazzo a farsi coccolare e a prendere il cibo. Poi un giorno non si è presentato e da allora non l’ho più visto».
Sembra una favola. Ti raccontavano le favole quando eri piccolo?
«Si e mi piaceva tanto quella di Pinocchio, una favola senza tempo che insegna a sognare, ma sopratutto spiega che mentire è sbagliato e che mentendo si può perdere la fiducia delle persone».
Quali i personaggi del libro di Collodi che hai amato di più? «La Fata Turchina e Geppetto».
Come mai dopo le medie sei andato all’Istituto tecnico?
«Mi è sempre piaciuta l’elettronica e mi attraeva l’idea di fare laboratorio. Poi però sono rimasto deluso perché di laboratorio se ne fa pochissimo, per non dire nulla».
Dopo le superiori?
«Vorrei diventare educatore infantile».
Dall’elettronica alla pedagogia. C’è una bella differenza!
«Lo so, ma fin da piccolo avevo un sogno: quello di un fratellino. Non si è mai avverato e tuttora sento il bisogno di trasmettere il mio affetto, ma anche il mio sapere ai bambini».
A proposito di trasmissione del sapere qual è stata la figura più importante della tua infanzia oltre a mamma e babbo?
«Non ho mai conosciuto i nonni ma solo le nonne, che sono state il mio punto di riferimento e mi hanno insegnato moltissimo. La nonna paterna mi ha invogliato a lottare per realizzare i miei sogni, mentre quella materna mi ha sempre detto di essere soprattutto me stesso».
Hai degli amici d’infanzia che frequenti ancora?
«Solo uno. Si chiama Giacomo e siamo amici da quando andavamo alle elementari».
Torniamo alla passione per gli astri. Cosa ne pensi della vita su altri sistemi solari simili al nostro?
«Non siamo soli nell’universo quindi ci sono altre forme di vita, magari non di sembianze umane, ma per esempio forme batteriche».
L’uomo è alla ricerca di pianeti abitabili. Non è forse il desiderio dell’inafferrabile che lo spinge verso una sempre più consolidata evoluzione tecnologica?
«Forse, ma fa parte della vita avere desideri anche impossibili e cercare in tutti i modi di realizzarli».
Come immagini il futuro del nostro pianeta tecnologicamente parlando? Speri nei progressi?
«Il nostro pianeta corre verso un progresso tecnologico molto avanzato. Io spero in un progresso positivo, mi auguro che la tecnologia possa raggiungere più persone possibili e risolvere di più i problemi che circondano la vita quotidiana delle persone bisognose».
Se ti proponessero di fare un viaggio non virtuale ma reale sulla Luna e su Marte accetteresti?
«Certamente! » .
Quali altri hobby hai oltre all’astronomia?
«Mi piace molto viaggiare con lo scooter o con qualsiasi altro mezzo. Amo vedere posti nuovi e studiare le loro storie».
Dove hai fatto il primo viaggio importante?
«In Slovenia e in Croazia, insieme ai miei genitori. Sono poi stato anche alle grotte di Postumia …Fantastiche! ».
Di tutti i luoghi visitati finora quale ti ha colpito di piùe quale invece ti ha deluso?
«Mi hanno colpito le terme di “Bagni San Filippo”, dove ho fatto il primo viaggio in scooter insieme a Sara, la mia attuale ragazza. E mi ha deluso invece la Puglia perché nei paesi della regione che ho visitato, ho visto tanto disordine e molta sporcizia, anche se le sue spiagge sono meravigliose».
Quale città ti piacerebbe visitare?
«Rio de Janeiro, una città bellissima e piena di storia».
Torniamo al cielo. Da dove guardi le stelle? E quale è la tua preferita?
«Le osservo in un campo sotto casa mia. La stella che amo di più è Betelgeuse, la seconda stella più luminosa della costellazione di Orione dopo Rigel e la decima più brillante del cielo notturno vista ad occhio nudo».
Quale è stata la domanda che ti ha colpito di più fra quelle che ti hanno fatto i tuoi piccoli allievi durante le lezioni di astronomia?
«Di domande me ne hanno fatte tante e tutte molto particolari, perché i bambini se li coinvolgi ti stupiscono e a volte ti commuovono. Come è successo a me quando un bambino, che era stato attentissimo alla mia lezione, prima di salutarmi mi ha chiesto: “Ma se si punta il telescopio in cielo si vede Dio?».
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