Il Tirreno

Geotermia uguale turismo e Monteverdi cresce ancora

Geotermia uguale turismo e Monteverdi cresce ancora

Nel 2017 sono oltre 60mila le presenze nei comuni “intorno” alle centrali Il ruolo importante della promozione e del rapporto tra comune e alberghi

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MONTEVERDI. La promozione dell’ospitalità locale punta a valorizzare il territorio nelle sue diverse articolazioni: borghi medievali, paesaggio naturale, tranquillità. Ma fa leva anche sulla collocazione geografica: tra la costa e l’interno Monteverdi è la “porta” della geotermia. Che significa: non solo vapore per la produzione di energia elettrica, ma anche fenomeni naturali da vedere e conoscere.

Il “turismo geotermico” è un movimento in crescita, come conferma una rilevazione di Enel Green Power – il “braccio” di Enel nell’area geotermica – secondo la quale nel 2017 su circa 127mila presenze complessive tra Monteverdi e l’Amiata oltre 60mila sono relative al solo “turismo geotermico”. Queste cifre sono certificate: 27mila visite al Museo di Larderello (Pomarance), 17mila accessi alle Parco delle Biancane (Monterotondo), altre 6mila al Parco delle fumarole di Sasso Pisano (Castelnuovo), 10mila alle “centrali aperte” e agli eventi specifici organizzati da Comuni ed enti vari. Tutto ciò fa dire a Massimo Montemassi, responsabile per la geotermia di Enel Green Power – che «il turismo geotermico è ormai una parte importante del distretto della geotermia toscana, frutto di un’ampia collaborazione sul territorio: tutti hanno lavorato sulla promozione e sulla cura degli itinerari di visita, facendo dei luoghi della geotermia un punto di riferimento per il turismo nazionale ed internazionale».

In questo contesto, Monteverdi fa la sua parte: quasi 35mila presenze nel 2017, con un soggiorno medio di 4,6 giornate a persona, e iniziative che “spingono” a visitare il territorio, pubblicazioni ad hoc, eventi locali sono aspetti di una promozione che mette in evidenza oltre alla vicinanza del mare anche i fenomeni naturali: la “porta”, appunto, della geotermia.

E non è un caso che i comuni siano sempre più attenti ai riscontri economici del turismo geotermico. «Noi forniamo gli strumenti – osserva il sindaco di Monteverdi Carlo Giannoni – poi tocca agli operatori turistici e a chi offre ospitalità utilizzarli al meglio». Uno di questi strumenti più recenti è la guida “Le colline del vapore”, uscita a febbraio, edita da Viatoribus di Donoratico e realizzata dal collega Enrico Caracciolo: percorsi, luoghi, enogastronomia, mestieri, artigianato, eventi, questo insieme di pagine descrittive e di immagini che parlano da sole ha la singolarità di essere stato prodotto da sei comuni dell’area (Pomarance, Castelnuovo, Monterotondo, Monteverdi, Radicondoli, Montieri), tutti insieme coordinati dal consorzio regionale Cosvig. E non meno importante è la rinnovata guida “Riserve naturali dell’alta Val di Cecina” (curatori Guido Iacono, Davide Bettini, Andrea Bandinelli), realizzata dall’Unione montana . Ci sono possibilità di ulteriore miglioramento? E criticità? «È il territorio nel suo insieme che produce – osserva Alessandro Colletti titolare con la moglie Angela di uno dei primi agriturismi nati da queste parti -. Noi ai turisti suggeriamo le migliori escursioni nelle aree geotermiche ma nelle mezze stagioni sono interessati soprattutto i naturalisti; in estate, con i soggiorni brevi sempre più frequenti, sono i borghi la prima scelta» . Indicazioni condivise da Carlo Quaglierini, consigliere comunale: «I dati in crescita ci dicono che non bisogna mollare, dobbiamo continuare ad investire nel turismo verde. La geotermia è un ulteriore richiamo, ma occorre fare cultura presso le strutture ricettive e i comuni devono ascoltare i suggerimenti…dal basso. (g.p.)



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