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Snellimenti tecnici per nuovi modelli di possibile sviluppo

PIOMBINO. «Piombino ha bisogno di sviluppo e lo sviluppo lo creano in primo luogo norme urbanistiche che lo favoriscono». A tornare in argomento è il Coordinamento Spirito libero. «L’attuale...

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PIOMBINO. «Piombino ha bisogno di sviluppo e lo sviluppo lo creano in primo luogo norme urbanistiche che lo favoriscono». A tornare in argomento è il Coordinamento Spirito libero.

«L’attuale regolamento urbanistico è troppo rigido – si sottolinea – e di fatto non lo consente imponendo una serie di lacci e vietando importanti interventi. Da tempo chiedevamo che si cambiasse, oggi siamo quindi contenti che l’amministrazione – che appoggiamo – abbia accolto in pieno queste nostre richieste attivando le varianti necessarie. Abbiamo anche incontrato l’assessore all’urbanistica Carla Maestrini che ha confermato come questi nostri indirizzi siano presenti nelle varianti. Nei limiti del piano strutturale – si prosegue–, altro strumento urbanistico che chiediamo da tempo di modificare piegandolo verso lo sviluppo del turismo e delle piccole e medie imprese, tali varianti favoriranno una forte flessibilità negli interventi e sui cambi d’uso di locali, lo snellimento degli iter burocratici per le concessioni edilizie, evidenti facilitazioni per l’adeguamento di appartamenti e fondi per B&B ed albergo diffuso, tamponamenti sui terrazzi laddove già ve ne sono, interventi di recupero e di riconversione del patrimonio edilizio esistente... Apprezziamo la scelta di dividere le procedure veloci per le aree non vincolate e per il patrimonio edilizio esistente da quelle più complesse, incoraggiando la realizzazione di molti lavori che altrimenti avrebbero dovuto attendere i tempi più lunghi. Tutto questo contribuisce ad uno sviluppo maggiore dell’edilizia con l’indotto dei professionisti oltre che delle imprese che si porta appresso in un momento di grave sofferenza. Sul turismo poi la scelta di allargare oltre il centro storico la possibilità di realizzare l’albergo diffuso e consentirne l’attività anche al di fuori dal solo palazzo sede dell’albergo stesso (o la possibilità di scendere sotto i 45 mq come dimensione minima degli appartamenti utilizzati per fini turistici arrivando sino ai 28 mq previsti dalla legge nazionale), possono favorire ulteriori presenze anche in città con benefici per il commercio. Adesso si modifichi rapidamente il piano strutturale, strumento principale per creare un nuovo modello di sviluppo che non veda più al centro la sola industria».



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