Il Tirreno

«Le nostre ambulanze erano disponibili»

I soccorsi al 77enne (foto Gio' Di Stefano)
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I soccorsi al 77enne (foto Gio' Di Stefano)

Le associazioni sull’odissea dell’anziano trasferito a Pisa: il 118 ha chiamato Porto Azzurro allungando i tempi

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PORTOFERRAIO. «Le ambulanze a Portoferraio erano disponibili, ma il 118 ha chiamato un mezzo di Porto Azzurro». È quanto chiariscono con una nota congiunta i governatori e presidenti delle tre associazioni di volontariato Simone Meloni (Misericordia di Portoferraio), Paolo Magagnini (Croce Verde Portoferraio) e Remo Corsi (Ss Sacramento Portoferraio) in merito al rocambolesco intervento di soccorso di un 77enne colpito da ictus. Il fatto risale a mercoledì scorso.

Con il Pegaso impossibilitato a volare per la nebbia, il paziente è stato trasferito in un primo momento i darsena a Portoferraio per imbarcarsi su una motovedetta, salvo poi essere portato sulla nave viste le difficoltà logistiche nell’imbarcare la tavola spinale a bordo del mezzo della Capitaneria. A prelevare l’uomo dal pronto soccorso è stato tuttavia un mezzo della Misericordia di Porto Azzurro, contattato dal 118. E una volta sbarcato sul porto di Piombino, il 77enne è stato caricato a bordo di un’ambulanza della Croce Rossa di Venturina.

«Non è vero che le associazioni del comune di Portoferraio non fossero presenti ed operative – spiegano dalle associazioni di volontariato Misericordia, Ss Sacramento e Croce Verde Portoferraio – vi erano oltre quattro ambulanze ferme in pronta partenza (di cui due dell’associazione convenzionalmente di turno per i trasferimenti dall’ospedale). La centrale operativa 118 di Livorno/Pisa ha arbitrariamente non rispettato la turnazione e ha attivato una ambulanza di Porto Azzurro allungando i tempi di intervento».

I presidenti delle associazioni ritengono inoltre «che non sia corretto nei confronti delle associazioni elbane, ma soprattutto dei pazienti, che sia consentito e anzi ci sia obbligato il rendez-vous sul porto di Piombino, “sbarellando” il paziente per trasferirlo sulle ambulanze del continente. Ciò mina gravemente la dignità dei pazienti che subiscono tale trattamento ed è offensivo per le associazioni elbane che pare, dopo secoli di servizio, non abbiano più le capacità per trasferire i proprio pazienti negli ospedali continentali. Deploriamo tale atteggiamento e auspichiamo un pronto intervento della Regione Toscana e delle istituzioni elbane a garanzia sia dei pazienti che delle nostre associazioni».

Sui fatti di mercoledì interviene il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari, in qualità di presidente della Conferenza dei sindaci. «Ho riferito l’accaduto ai vertici aziendali – fa sapere il sindaco di Portoferraio e presidente della Conferenza dei sindaci sulla sanità – i quali hanno preso atto e si riservano di assumere ulteriori informazioni sulle procedure correnti. Eventuali correttivi verranno decisi di comune accordo in un incontro già fissato per a prossima settimana all’Isola d’Elba».

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