Il Tirreno

Con due ictus e un infarto i medici fanno il miracolo

Senza il supporto di Pegaso che ha trasportato dopo ore solo il terzo paziente lo staff dell’ospedale è riuscito comunque nella stabilizzazione dei tre casi gravi

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PORTOFERRAIO. Giornata molto difficile per l’ospedale di Portoferraio quella di mercoledì, quando i medici hanno dovuto far fronte a due ictus e a un infarto, praticando tre trombolisi precoci in meno di 24 ore, e ingaggiando una lotta contro il tempo, essendo il Pegaso impossibilitato a volare a causa della nebbia.

Il primo caso, di cui abbiamo già parlato nella cronaca di ieri, si è presentato intorno alle 10 della mattinata di mercoledì quando un 77 enne ha avuto un ictus. Dopo una trombolisi precoce per via sistemica per la sua stabilizzazione, il paziente avrebbe dovuto essere ricoverato all’ospedale di Pisa ma non potendosi alzare nessun elicottero (neanche quello della Marina di Sarzana a causa della nebbia) e non potendo utilizzare la motovedetta della Capitaneria, in quanto non adatta ad ospitare la tavola spinale (quella che solitamente effettua le emergenze era in manutenzione a Viareggio) restava soltanto l’ipotesi del traghetto. La stessa Capitaneria, chiedendo di ritardare dei qualche minuto la partenza del traghetto Moby delle 13,30, ha fatto in modo che l’uomo potesse raggiungere il porto di Piombino dove è stato caricato su un’ambulanza alla volta di Pisa. La trombolisi ha funzionato bene e la risposta del paziente è stata buona. Un altro problema si è presentato intorno alle 18 di mercoledì quando al pronto soccorso è arrivato un 61enne anche lui con un ictus. Anche il nuovo paziente è stato sottoposto a trombolisi, e quindi stabilizzato, ma subito dopo è iniziata l’odissea del trasferimento. Le condizioni meteo infatti impedivano ancora che gli elicotteri si potessero alzare per trasportarlo ad un ospedale del continente. Alla fine anche il secondo paziente è stato imbarcato su un traghetto, quello delle 21, l’ultimo in partenza dall’Elba. Con un rendez–vous con un’ambulanza che lo aspettava sulla banchina di Piombino, alle 22,15 è stato trasportato all’ospedale di Pisa. Ma la giornata non era ancora finita e poco prima della mezzanotte un nuovo paziente si è presentato all’ospedale elbano con un infarto, e quindi con la necessità di essere trasferito nel reparto di emodinamica dell’ospedale di Livorno.

Durante la notte l’elisoccorso non poteva ancora viaggiare e in quel lasso di tempo non ci sono traghetti in partenza. I sanitari dell’ospedale elbano quindi, d’accordo con il cardiologo dell’ospedale labronico hanno proceduto con una trombolisi cardiaca che ha migliorato l’elettrocardiogramma del paziente, che doveva comunque essere centralizzato in un ospedale del continente. Alle 3 della notte era stato stabilizzato e sarebbe potuto partire con la prima nave delle 5 dal Portoferraio ma i sanitari hanno ritenuto più sicuro aspettare il primo elisoccorso che ha potuto viaggiare nella mattinata di ieri (a quel punto infatti le condizioni meteo erano nettamente migliorate) e che si è alzato alle 7 dalla piazzola dell’ospedale per trasportare l’uomo all’ospedale di Livorno. Una notte terribile ma che ha dimostrato come l’ospedale isolano sia in grado, malgrado le croniche carenze, di affrontare anche percorsi di un certo livello. La trombolisi precoce è uno di questi e di solito viene praticata solo nei grandi ospedali. Non è prevista nei piccoli centri sanitari sul continente. L’ospedale elbano in questo settore dell’emergenza urgenza ha prestazioni che nelle 24 ore tra mercoledì e giovedì hanno permesso di stabilizzare tre pazienti in attesa di trasferimenti che poi si sono dimostrati oltremodo difficoltosi, dimostrando di essere in grado di procedere con l’internistica sulle patologie tempo – dipendenti come ictus ed infarti. Una eccellenza nell’emergenza urgenza che ha attirato l’attenzione della sanità internazionale. Infatti i due medici Elisabetta Bollani, neurologa, e Angelo Testa, responsabile del pronto soccorso, sono stati invitati al congresso europeo specialistico in Svezia per portare un lavoro con i dati relativi al trattamento trombolitico dello stroke (ictus) all’Isola d’Elba. (a. d.)

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