Il Tirreno

POPULONIA

Per il merchandising realizzato da Parchi ricavi per 170mila euro

di Cecilia Cecchi
Successo di oggetti dedicati a reperti famosi, come  le serpi in amore dei Canali di Piombino
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Successo di oggetti dedicati a reperti famosi, come le serpi in amore dei Canali di Piombino

Funzionano le creazioni realizzate con aziende locali Baratti-Populonia e San Silvestro battono anche Roma

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POPULONIA. Nuovi percorsi e comunicazione, nuova mappa per il parco di Baratti e Populonia come per San Silvestro. Solo due i weekend di visite “tradizionali” (tavola rotonda in Cittadella il 29 e inaugurazione il 30 marzo). E massima attenzione per il merchandising visti i ricavi 2017: circa 170mila euro. Sono gli oggetti dedicati ai reperti più famosi – realizzati in collaborazione con ditte locali – a piacere di più: come gli anelli con le serpi in amore dei Canali tant’è che ora in arrivo c’è quello, delle Logge.


Stima più che soddisfacente. «170mila euro – spiega Marta Coccoluto coordinatrice del parco di Baratti e Populonia – con una spesa procapite pari a 1,94 euro. Ammontare medio speso nei museum shop dei Parchi che viene calcolato dividendo il totale degli incassi da bookshop col numero totale dei visitatori, pure quelli che non comprano».


Creazioni locali che funzionano. «Due considerazioni da fare – prosegue Coccoluto – i dati disponibili dall’ultima rilevazione del ministero (2014) sui visitatori dei musei statali, compresi i BIG, Uffizi e Corridoio Vasariano, Colosseo e Foro romano, Pompei indicano che la spesa procapite è di 0,50 euro. La Parchi, gestendo autonomamente questo servizio, è capace di quasi quadruplicare il risultato. <TB>Il confronto per lo stesso anno, 2014, vede Parchi con una spesa pro capite di 1,55 euro, quindi più che triplicata. È il parco di Baratti e Populonia, con i due museum shop delle necropoli e dell’Acropoli, a guidare la classifica, nonostante periodi di chiusura dell’Acropoli per Arcus, con una spesa procapite di 2,54. Seguono il parco archeominerario di San Silvestro con 1, 65, il museo archeologico con 1, 41 e il museo del Castello con 1, 21, tutte di gran lunga superiori alla media nazionale».


Il trend per la Parchi è in costante aumento: 2014: 1,55 euro; 2015: 1,66 euro; 2016: 1,71 euro; 2017: 1,94 euro. «Da evidenziare poi – aggiunge – la capacità di trasformare il visitatore in un acquirente, indice chiamato conversion rate: il confronto tra il parco di Baratti e Populonia e il circuito Colosseo, Foro romano e Palatino – primo sito archeologico in Italia per numero di visitatori –, ci dice che al parco di Baratti oltre il 20% dei visitatori fa acquisto, contro il circa 6% di quelli che del complesso romano». Prodotti più venduti in assoluto sono per l’editoria la guida del parco di Baratti e Populonia con quasi 400 copie vendute (al prezzo di 12 euro), edita da Parchi che è anche casa editrice, e per i gadget le cartoline magnetiche in legno con le foto dei parchi e del museo, con circa 1500 pezzi venduto (4 euro). «Ottimo segnale – conferma Coccoluto – che mette in evidenza il fatto che il visitatore non acquista gadget o editoria di larga produzione ma compra prodotti pensati sui contenuti dei parchi, prodotti dedicati della cosiddetta linea Parchi, che oggi si arricchisce di nuovi quaderni in colori fluo, matite abbinate nei colori, astucci e altri gadget in legno. <TB>I ricavi del merchandising 2017 sono pari a circa 170mila euro – dice – e costituiscono una percentuale che si aggira intorno al 12% dei ricavi della società. L’editoria edita da parchi tra guide dei parchi, quaderni didattici per le scuole e gli insegnanti, piccole monografie sui capolavori di parchi e muse, ) hanno un giro di affari di circa 14mila euro l’anno. Dei 170mila, oltre 81mila sono fatturato di gadget, oggettistica artigianale, tra cui gioielli, ceramica, profumeria, e prodotti tipici di aziende della Val di Cornia. L’obiettivo è far crescere questo indotto locale, con prodotti di alta qualità unici, strettamente legati al territorio. Tra questi – sottolinea Coccoluto – l’ultima creazione della “Gioielleria Scognamiglio” di Piombino per Parchi Val di Cornia, su disegno di parchi, ovvero l’anello delle Logge. Fascia in argento, lavorata a mano, ogni pezzo è unico, che riproduce le arcate cieche del santuario di Venere». L’anello delle Logge sarà in vendita al bookshop dell’Acropoli dall’inaugurazione dei nuovi percorsi (il 30 marzo).

«Segue le produzioni – conclude l'archeologa – dell’anello di San Silvestro, come quello rinvenuto sullo scavo e del delfino che ricorda le tomba dipinte delle Grotte. In vendita anche un ciondolo che riproduce le arcate cieche, caratteristiche del paesaggio dell’Acropoli».

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