Italia
Jsw cerca garanzie sulle bonifiche e gli ammortizzatori
Domani al Mise la prima bozza del piano industriale L’obiettivo di Jindal è chiudere con Rebrab entro fine mese
PIOMBINO. È fissata per domani al Mise la riunione su Aferpi, a cui insieme alle istituzioni parteciperà la Jsw Steel col vicepresidente Arun Maheswari e con Fausto Azzi, l’ex ad di Aferpi che da alcuni mesi, sempre scegliendo il basso profilo, ha gestito i rapporti del gruppo indiano con Governo, Regione e Comune, e che ora sembra prepararsi a rientrare in azienda con un ruolo ancora da specificare.
Al momento non è prevista la presenza dei sindacati, come invece si immaginava fino a ieri, così che l’incontro più che per la presentazione del Piano industriale, o meglio di una sua bozza, pare essere una prima tappa dell’illustrazione dei progetti di Sajjan Jindal, che potrebbe avvenire invece più compiutamente già la settimana prossima. Ieri Azzi ha avuto un incontro con i sindacati per anticipare i temi del confronto di domani, ma ovviamente si è parlato anche delle linee guida del Piano, senza entrare nei dettagli.
A Roma la composizione del tavolo fa intendere che l’incontro in particolare servirà a Jindal per chiarire alcune delle questioni più spinose, in particolare quelle ambientali con le bonifiche, e occupazionali, legate agli impegni del Governo sugli ammortizzatori sociali.
Infatti all’incontro col ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, oltre ai rappresentanti di Jsw ci saranno la Regione (assente Enrico Rossi per impegni inderogabili, al suo posto parteciperanno il capo della segreteria del presidente, Paolo Tedeschi, e il suo consigliere per le questioni del lavoro, Gianfranco Simoncini), il commissario Piero Nardi, il sindaco Massimo Giuliani, il capo di gabinetto del ministero dell’Ambiente, Raffaele Tiscar, Bruno Busacca, responsabile della segreteria tecnica del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, l’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri (Invitalia deve fare le gare per le bonifiche della falda con i 50 milioni del ministero dell’Ambiente, fermi da tre anni) e infine Stefano Mantella, direttore centrale strategie, progetti valorizzazione e partecipazioni dell’Agenzia del Demanio.
Un elenco nutrito, quello dei partecipanti alla riunione romana, utile a far intendere che l’incontro di domani sarà poco politico e molto tecnico, nel senso che da lì Jindal vuole assumere le ultime informazioni necessarie a esplicitare poi il Piano industriale ma anche a chiudere con Issad Rebrab.
È immaginabile infatti che nella trattativa col gruppo algerino Cevital per l’acquisizione delle acciaierie piombinesi, possano far la differenza anche i costi delle bonifiche.
L’accordo del primo marzo era basato su una cifra intorno ai 60 milioni, a cui ne andrebbero aggiunti una quindicina, che rappresentano il valore del “magazzino”. Jindal in quella trattativa ottenne 15 milioni (dieci del Governo e cinque della Regione) e altri 30 milioni di finanziamenti della Regione subordinati a interventi per l’innovazione, la riduzione dell’impatto ambientale e la riconversione ecologica della siderurgia, inseriti nell’Accordo di programma del 2015.
Probabile che Jsw intenda blindare al più presto queste promesse, considerando che Calenda potrebbe avere ancora pochi giorni da trascorrere al Mise e che il ministro è il garante di quell’intesa faticosamente raggiunta per il passaggio di Aferpi da Cevital a Jsw Steel.
Di conseguenza l’obiettivo di Jindal, secondo fonti qualificate, resta quello di firmare con Rebrab entro la fine di questo mese.
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