Il Tirreno

Consiglio comunale aperto per il nodo della discarica

Consiglio comunale aperto per il nodo della discarica

Convocata il 17 aprile la sessione allargata all’azienda e agli abitanti di Colmata Intervengono Ascolta Piombino e Prc: «Occorre una soluzione in tempi brevi»

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PIOMBINO. Giorni di dibattito rovente intorno alla discarica di Colmata, ora sotto sequestro. Un argomento che divide, e che ora chiama a raccolta tutte le forze in campo con un consiglio comunale aperto. Intanto le opposizioni fanno sentire la loro voce critica.

CONSIGLIO APERTO. È stato fissato per martedì 17 aprileinizio alle ore 9, il consiglio comunale straordinario su Rimateria, richiesto dalle forze politiche e aperto al gruppo dirigente d’Azienda, alle organizzazioni sindacali e di categoria, all'associazionismo ambientalista e alle forze politiche. Intanto oggi il presidente del consiglio comunale Angelo Trotta ha convocato la conferenza dei capigruppo per decidere le modalità di svolgimento della seduta che prevede anche interventi delle rappresentanze sindacali di Rimateria, di Legambiente, e di rappresentanti dei cittadini di Colmata.

ASCOLTA PIOMBINO. Riccardo Gelichi, portavoce del gruppo Ascolta Piombino, sottolinea come «per il territorio della Val di Cornia, con la vicenda Rimateria, si aprono una serie di gravosi interrogativi, che vanno dal rischio della perdita del lavoro di molte persone alla necessità di bonificare ampie aree ex industriali e discariche annesse, fino all’esigenza di sanare un buco di oltre 20 milioni di euro». Senza scordarsi dei diritti degli abitanti di Colmata. « Se sono ormai presenti gli estremi del sequestro, sarebbe auspicabile da subito capire quale sia, ma soprattutto in quale misura, l’interessamento della Regione sulla vicenda; oltre la questione giudiziaria, si dovrebbe trovare qualche scelta, un piano B, poiché Rimateria era ben proiettata verso il trattamento dei rifiuti in sicurezza secondo i principi dell’economia circolare». Secondo Ascolta Piombino «la politica, insieme alla Regione, dovrebbero cercare una soluzione per dare un futuro a questo territorio». Poi la richiesta della convocazione di una IV commissione con il presidente Caramassi, e a seguire altre commissioni con i rappresentanti regionali. Se la questione giudiziaria avrà un suo corso, quella ambientale e il futuro di Rimateria, non possono attendere appesi a un filo».

RIFONDAZIONE. «Con ogni probabilità i terribili miasmi della discarica di Colmata sono determinati dall’incompletezza dell’impianto di captazione del biogas. Risulta infatti che siano state realizzate neanche la metà delle canalizzazioni necessarie». Così esordisce Rifondazione Comunista. «Già diversi mesi addietro il Prc presentò un’interrogazione sui prestiti ottenuti da Asiu nel 2012 e nel 2014 da Banca Popolare di Vicenza. I primi prestiti (460mila euro) furono utilizzati per pagare ai dipendenti di Asiu la 13esima mensilità 2012 e la 14esima del 2014. I prestiti successivi (nel 2012 pari a 2.400.000 euro) erano ufficialmente destinati a finanziare la modernizzazione degli impianti, anche mediante l’installazione di un impianto di captazione di biogas, ma, come sappiamo, servirono per altri investimenti resi necessari dalla circolare “Orlando”.Con i debiti diventati «uno sproposito» la nuova vocazione di Rimateria è quindi quella di produrre guadagni tali da ripianare i debiti lasciati dalle precedenti amministrazioni. E per produrre introiti economici si smaltiscono rifiuti speciali provenienti da varie zone d’Italia».

Prc rievoca il fallimento della Tap.« Il prodotto della gestione di Banti, Barbarese, Murzi e Anselmi è sotto gli occhi di tutti. Noi riteniamo - dice Rifondazione - che sia assolutamente necessario completare l’impianto di captazione del biogas, perché pare difficile tutelare l’ecosistema senza riaprire i cantieri e fare quanto necessario per mettere tutto in sicurezza. Quindi, fare gli investimenti necessari affinché quegli impianti servano a smaltire le montagne di rifiuti dell’ex area Lucchini, con tutti i benefici che ne conseguiranno non solo in termini ecologici, ma anche economici e occupazionali. Insistere con i conferimenti di rifiuti da chissà dove, non è la strada giusta. Non lo è in generale, anche a prescindere dai camion di roba tossica e illegale che sono stati bloccati. Ma per fare questo è necessario far partire le bonifiche e svincolare le aree che contengono i rifiuti delle acciaierie, rimettendo a lavoro anche tutti i dipendenti».

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