Il Tirreno

L’ex esploratore dai grani antichi alla chiamata in Rai

di Michelangelo Pasquinelli
L’ex esploratore dai grani antichi alla chiamata in Rai

I Busdraghi coltivano e allevano come si faceva un tempo Proprio per questo Fabiano ha partecipato a “I soliti ignoti”

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SUVERETO. Dalla ribalta televisiva de “I soliti ignoti” sono tornati a Poggio Diavolino di Suvereto, tutti dediti all’agricoltura di qualità. Sono Silverio e Fabiano Busdraghi, padre e figlio, rispettivamente di 66 e 37 anni, che hanno fatto la fortuna della concorrente del popolare gioco televisivo che segue il Tg1. Infatti ha indovinato sia l’attività di Fabiano (“coltiva verdure antiche”) che l’identità del “personaggio misterioso” che ha subito riconosciuto nel suo padre stesso, raddoppiando la cifra vinta fino a 50mila euro.

Alla vigilia di Pasqua, nel loro panoramico agriturismo, alle prime pendici di Monte Calvi, si sente un profumo di pane appena sfornato quando appare Fabiano che, da ricercatore in fisica oceanografica con due spedizioni antartiche all’attivo e la professione di fotografo a Parigi, da cinque anni sta seguendo la sua nuova vocazione. «È da stamani alle due e mezzo che sto passando da una infornata all’altra – esordisce Fabiano, tutto vestito di bianco – per un pane realizzato con farine di grani antichi macinati a pietra e con lievito madre che necessità di rispettare i suoi tempi. Ma il risultato è eccellente, profumato e digeribile…». La partecipazione televisiva nacque da una lunga telefonata dei funzionari RaiUno che avevano conosciuto l’originale e rara attività dei Busdraghi in un’altra trasmissione. «E’ stata una esperienza divertente – dice il babbo Silverio – nel dietro le quinte fino alla registrazione qualche settimana prima della messa in onda». Silverio è originario di Piombino e per lavoro si era trasferito in Brianza dove nacque Fabiano. Poi il ritorno in Val di Cornia a Suvereto al Chiostro di San Francesco dal 1975 e infine a Poggio Diavolino nel 1991 aprendo un’azienda agricola.

«La mia vita era appagante – dice Fabiano -, la fotografia, Parigi, la cultura cinese di cui mi impregnavo quotidianamente, tanto sport e una grande passione per la gastronomia. Ma c’era il richiamo di questi luoghi, che sono stati quelli della mia formazione, dove sono arrivato adolescente, ho fatto il liceo e iniziato l’università, imparando ad amare la campagna, la vita all’aria aperta. Il mio orto “antico” mi permette di sperimentare, ripagandomi della cura che dedico ai prodotti, una delle mie esperienze estetiche e scientifiche che si ritrovano nel libro che ho scritto in passato o nelle stesse foto». Davvero sorprendenti sono i pomodori che sembrano pesche, o zucche dalle forme più strane, patate dalla polpa violetta, pomodori dorati e variegati, polli buffi o rari.

«I frutti, le verdure e i grani antichi sono da qualche anno tornati alla ribalta – osserva Busdraghi. Ho coltivato più di 200 varietà di pomodoro, la maggior parte delle quali antiche e molte di queste sono infinitamente migliori di quelle moderne, non solo per l’aspetto inusuale, ma proprio per ricchezza e complessità dei sapori. Se i pomodori degli orti privati sono decisamente più saporiti di quelli del supermercato, con i pomodori antichi si compie un ulteriore passo verso la qualità assoluta. A Parigi, oltre a quella artistica, lavoravo sui set di fotografia d’alta cucina per l’editoria specializzata e il primo contatto con le verdure antiche è avvenuto proprio in una di quelle occasioni».

A Poggio Diavolino si producono grani e legumi antichi, come i ceci neri antenati dei ceci attuali, pasta con essiccazione lenta, trafila in bronzo per maggiore qualità «l’importante è controllarne la cottura e consumarla subito, come si faceva una volta». Ci sono polli che fanno uova di diversi colori, uno di razza turca che canta per più di 20 secondi di fila, «con una voce alla Pavarotti», nota babbo Silverio, mentre c’è un bel pollo indonesiano completamente nero, anche nelle interiora. Fabiano è, tra l’altro, socio fondatore del “Club italiano galline livornesi” che vuol rivalorizzare la bontà del pollo originale locale che si è persa nel tempo. La clientela internazionale dell’agriturismo, aperto tutto l’anno, è la diretta ammiratrice di questa offerta gastronomica, ma ci sono negozi specializzati anche nella zona e presto entrerà in funzione il sito “e-commerce” di Poggio Diavolino dove si potrà scegliere e ordinare direttamente il prodotto da recapitare a domicilio.



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