Il Tirreno

Il Tar dà ragione a Papi, porto in mano al Comune

di Luca Centini
Una veduta di Porto Azzurro
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Una veduta di Porto Azzurro

Il sindaco ha vinto il braccio di ferro giudiziario con “Porto Azzurro Innovation”. Annullati dai giudici gli atti per la concessione ventennale e il progetto di gestione

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PORTO AZZURRO. Il sindaco Maurizio Papi ha vinto il braccio di ferro giudiziario sull’affare del porto. Il Tar della Toscana, infatti, ha dato ragione all’amministrazione comunale di Porto Azzurro e alla Forti Yachting partners, mentre ha respinto il ricorso presentato dalla società Porto Azzurro Innovation che, in virtù di un precedente accordo siglato con la giunta guidata dall’ex sindaco Luca Simoni contava di poter assumere la gestione dell’approdo turistico (concessione ventennale, a fronte di investimenti che nei primi tre anni si attesterebbero a 2,6 milioni di euro per la riqualificazione e per la manutenzione straordinaria del porto). I giudici amministrativi, di fatto, hanno riconsegnato il porto all’amministrazione comunale che adesso avrà mani libere per trovare una soluzione per la gestione dell’infrastruttura.

Non è dato sapere, invece, se la contesa legale andrà avanti, dal momento che - per legge - Porto Azzurro Innovation può impugnare la sentenza in Consiglio di Stato.

La vicenda.
La sentenza pubblicata mercoledì scorso ricompone una vicenda giudiziaria al quanto complicata, che ha avuto inizio a fine 2016, con la conferenza dei servizi nel corso della quale si posero le basi del progetto di gestione del porto della Porto Azzurro Innovation. Percorso che fu contestato formalmente (con due distinti ricorsi al Tar) dalla società Forti Yachting Partners, che aveva presentato domanda per la concessione marittima pluriennale e la gestione del porto, finendo per essere escluse dalla procedura.

La vicenda del porto, tuttavia, ha avuto un’escalation significativa nella primavera del 2017, con la campagna elettorale e il successivo cambio al timone del Comune di Porto Azzurro. Il nuovo sindaco Papi non esitò a parlare di «porto regalato» e, appena insediatosi, dispose l’annullamento della concessione e di tutti gli atti connessi al progetto di Porto Azzurro Innovation. Il risultato? Ricorso immediato della società che si dichiarava legittimata a gestire l’infrastruttura portuale e danneggiata dalla «decisione unilaterale» dell’amministrazione Papi. Il braccio di ferro, ovviamente, ha un peso decisivo - vista l’importanza della posta in palio - per il futuro del porto e della stessa amministrazione comunale longonese.

La sentenza.
Il pronunciamento del Tar toscano riunisce tre ricorsi diversi, relativi alla medesima partita giudiziaria sulla concessione e gestione del porto. I primi due ricorsi (544 del 2017 e 955 del 2017) sono quelli presentati da Forti Yachting Partners, contro il Ministero, Regione e Comune di Porto Azzurro (allora guidato da Luca Simoni) e nei confronti di Porto Azzurro Innovation.

I giudici amministrativi hanno parzialmente accolto i ricorsi, sancendo come anche Porto Azzurro Innovation, alla stregua di quanto accaduto alla Forti, avrebbe dovuto essere esclusa dalla procedura che, a seguito di varie conferenze dei servizi (tutte annullate a seguito del giudizio del Tar), ha portato fino alla approvazione, il 9 giugno del 2017, del progetto definitivo di Porto Azzurro Innovation. «Già il raffronto tra lo stato di fatto del porto ed il progetto della Porto Azzurro Innovation – si legge nella sentenza – evidenzia come la proposta progettuale dell’aggiudicataria fosse caratterizzata da aspetti (demolizione e riposizionamento dei moli; demolizione e rifacimento del deposito carburanti con altra localizzazione) che venivano ad integrare una chiara violazione della previsione di cui all’articolo 86, 10° comma prima parte della legge regionale 10 novembre 2014, n. 65».

Il terzo ricorso, invece, è quello presentato proprio dalla Porto Azzurro Innovation, con la quale la società chiedeva l’annullamento della revoca della concessione demaniale marittima e di tutti gli atti firmati dall’amministrazione Papi, compresi quelli con cui è stata disposta la gestione transitoria del porto. Ebbene, il Tar ha respinto il ricorso, ritenuto improcedibile per carenza di interesse. Questo per l’esclusione di Porto Azzurro Innovation dichiarata con il pronunciamento sui due ricorsi precedenti. Non solo. Nel frattempo, con la sentenza del Consiglio di Stato del 2 marzo scorso, i giudici amministrativi avevano dichiarato legittima la procedura dell’ “autoattribuzione” della concessione demaniale al Comune stesso, avvenuta «in data antecedente alle vicende che oggi ci occupano e poi annullata dal Tar con una sentenza del 27 marzo del 2017»

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