Il Tirreno

Castelluccio, Faro chiuso e opere ancora da finire

Castelluccio, Faro chiuso e opere ancora da finire

Il villaggio turistico di Monteverdi alle prese con i soliti guai degli ultimi anni Il Comune non può intervenire, e intanto partono anche esposti alla procura

3 MINUTI DI LETTURA





MONTEVERDI. Non sarà una grande Pasqua al Faro del Castelluccio, il villaggio turistico-residenziale affacciato, con scorci di incomparabile bellezza, sulla Val di Cornia. Il luogo della socialità, rappresentato dal bar-ristorante e dalla sua piscina sempre affollata d’estate, è chiuso dall’ottobre scorso e lo sarà ancora per diverse settimane, almeno fino all’inizio di giugno.

Il motivo? Non si trova un gestore disposto a riaprirlo, nonostante gli sforzi della società proprietaria del complesso. È stato così anche l’anno scorso, fino a giugno inoltrato cancelli sbarrati, porte sprangate, piscina abbandonata. Poi un piccolo imprenditore ha tolto i fermi a porte e finestre e riattivato la vasca azzurra lunga 25 metri, e in parte il ristorante. L’anno prima stesso trend. Ogni anno un cambio, una gestione diversa: impegno e buoni propositi all’inizio, che si spengono a settembre alla fine di una “stagione” inevitabilmente corta, senza soddisfazioni economiche. Così ogni anno si ricomincia daccapo con il risultato che la breve e precaria vita del luogo di aggregazione, si riflette sull’immagine del villaggio, ne mortifica le peculiarità turistiche, svaluta ingiustamente un ambiente naturale godibile come pochi nei dintorni.

Attivare la struttura centrale del Castelluccio è dunque un problema. Lo è anche quest’anno, come accennato, e affinchè non lo sia pure l’anno prossimo è un impegno a cui non sembra vogliano sfuggire i proprietari della struttura: «Speriamo di trovare la persona giusta entro maggio – ci dice il geometra Enio Cavallini, studio a Cecina e socio della Montiverdi Srl – perché sarebbe un vero peccato non riaprire il cuore attivo del villaggio. Ma sarebbe un’impresa meno complicata – aggiunge con un accenno polemico – se la gente che vi abita frequentasse di più quella struttura».

Altro problema, l’anello d’asfalto che funge da circonvallazione a tutto il villaggio e racchiude oltre un centinaio di villette e il dedalo di stradine che le collega. Dire che è malmesso è poco, dire quando verrà sistemato è azzardo.

In base alla convenzione a suo tempo stipulata fra Montiverdi Srl e Comune di Monteverdi la strada diverrà pubblica. Ma il trasferimento oggi è impedito da un vincolo ipotecario imposto dalla Cassa di risparmio di Volterra a seguito di un mutuo non ancora estinto. Assicura Cavallini: «C’è l’accordo con la banca per risolvere tutto in pochi mesi. D’altra parte è nostro interesse procedere rapidamente, entro il 2018 scade il Piano attuativo e non essere in regola ci costerebbe la perdita dell’edificabilità ancora possibile, parliamo di 15mila metri cubi».

In presenza dell’ipoteca, il Comune non può per legge acquisire la proprietà dell’anello, né lo potrà fare quando il vincolo verrà rimosso se non ci sarà un regolare collaudo. Si va ai tempi lunghi, anche perché la Montiverdi Srl è stata posta in liquidazione, che non è proprio uno “status” felice e foriero di procedure rapide. Intanto la strada subisce il degrado del tempo, ma più ancora il danno provocato dai mezzi che operano ciclicamente nei piccoli e grandi cantieri all’interno del villaggio. E nello stallo attuale, nessuno ripara mentre chi vi abita è alle prese con i disagi. Non ci si stupisce, allora, se già nei mesi/anni scorsi sono partiti esposti e denunce per iniziative di singoli proprietari. Uno di questi particolarmente combattivo - Odorisio De Angelis, ragioniere commercialista a Venturina - si è rivolto anche alla procura della Repubblica, un’indagine è stata affidata ai carabinieri e a quanto risulta sono in corso accertamenti tecnici. Oggi De Angelis chiama in causa il comune imputandogli di aver prorogato la convenzione ancora attiva (erano due, una è scaduta) «senza avere precise assicurazioni degli obblighi contrattuali delle società che hanno attuato il piano urbanistico» e in generale di non aver esercitato un’efficace azione di controllo. Insieme agli altri undici proprietari delle case di via dei Cerri, dove abita al Castelluccio, e con il supporto di un legale è però riuscito ad ottenere dal costruttore la riparazione di quella strada interna e privata, ma il cahier de doléances resta lungo e circostanziato. La preoccupazione è che varie sistemazioni e opere di interesse pubblico a suo tempo annunciate non verranno mai realizzate.

Giorgio Piglia



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web