Sicurezza
Si dimette l’assessore all’ambiente Chiarei
«Rimateria non c’entra, è una scelta di vita. Non mi pento, ma questa città deve liberarsi dal fiume d’odio che la dissangua»
PIOMBINO. Marco Chiarei non è più l’assessore all’ambiente: ieri mattina ha formalizzato le sue dimissioni durante la riunione di giunta, motivandole con «una scelta di vita maturata nel corso dell’ultimo anno. Nessuno mi ha spinto a lasciare, ho deciso ora perché sentivo, dopo nove anni, di non aver più nulla da dare».
Negli ambienti politici non è stato un fulmine a ciel sereno, anche se il sindaco Massimo Giuliani avrebbe probabilmente preferito che le dimissioni fossero arrivate in un momento meno “caldo”. Subito dopo Pasqua Giuliani deciderà il da farsi: scartata l’ipotesi di un interim, è plausibile l’attribuzione delle deleghe di Chiarei a un altro assessore, ma non è da escludere nemmeno che il sindaco scelga una persona fuori dalla giunta.
Nel pieno della vicenda Rimateria, Chiarei si dice consapevole «che le motivazioni personali possono sembrare poco credibili. Ma è così. Questo incarico ha divorato la mia vita personale. Non mi pento ma è stata una missione suicida, senza gratificazioni, in pasto a offese e diffamazioni quotidiane. Io vorrei che la città sapesse liberarsi dal fiume di odio che la dissangua e che le sottrae energie positive. Bisogna ritrovare il rispetto e la capacità di dialogo».
Insomma, non ce la faceva più, e anche se non lo ammette è immaginabile che le richieste di dimissioni da parte delle minoranze sul caso del canile, la polemica nei suoi confronti, stavolta in seno alla maggioranza da parte di Marco Mosci e Sergio Filacanapa, che lasciavano l’aula quando lui entrava, la nuova richiesta di dimissioni sulla vicenda Rimateria presentata da Riccardo Gelichi che sarebbe stata discussa nel prossimo consiglio, e più in generale l’ostracismo del Pd nei suoi confronti, abbiano finito per avere un peso.
Mantiene comunque il suo aplomb: «Ho la tessera – spiega – e resterò nel Pd», giura «di non avercela con nessuno», vuol ringraziare il sindaco Giuliani «per la fiducia che mi ha sempre dimostrato e anche per aver accettato la mia decisione», ma anche «i colleghi di giunta, il capogruppo Rinaldo Barsotti, e tutte le persone dell’ufficio ambiente con cui ho lavorato molto bene e che molto mi hanno insegnato».
Chiarei spiega di «aver lavorato tanto, e questo comunque mi rende sereno. Credo che oggi la città stia meglio di come l’ho trovata. La mia maggiore soddisfazione è aver reso strutturale un più moderno metodo organizzativo su questioni di portata enorme».
L’ex assessore sostiene di «non avere rimpianti», nemmeno sulla questione del canile: «Ma no, magari sono stato poco diplomatico, però fin dall’inizio avevo detto che avremmo avuto il nuovo canile nell’aprile 2018 – sostiene – e alla fine così è stato, anticipare quella data era impossibile e avrebbe significato fare una promessa irrealizzabile».
Sul caso Rimateria si dice convinto «che il piano industriale, sostenuto solo dal Pd contro tutti, ha avviato un processo virtuoso». Non entra nel merito del’azione della magistratura che ha sequestrato la discarica, ma spiega «che ad esempio sulla concessione dell’Autorizzazione integrata ambientale alla Lucchini, nel 2013 abbiamo imposto all’azienda moltissime prescrizioni che hanno prodotto risultati, penso ad esempio alle fumate rosse dell’acciaieria, ma sempre mantenendo gli impianti in esercizio, unico modo per sostenere gli investimenti necessari. Sulle bonifiche – prosegue – sono convinto che si arriverà presto alle gare e alla messa in sicurezza anche di quelle aree, come la “36 ettari” e la “Li53”, che sono state prese in carico dalla Regione, nel senso che i risparmi presunti sui 50 milioni del ministro dell’Ambiente destinati alla falda, saranno usati per rimuovere i cumuli».
Infine un cenno al problema della situazione nei 900 ettari delle acciaierie, della verifica sulla condizione di molti impianti fermi da anni e dei conseguenti rischi per la salute. «Mentre il Camping cig ci accusava di inerzia – conclude – stavamo concludendo l’indagine in quell’area, con una relazione che ora verrà inviata alla Regione. Posso dire che ci sono problemi, certo, anche per l’amianto, ma non si tratta di una situazione drammatica».
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