Sicurezza
Guerra a piante e animali “alieni”
Il Parco in prima linea per tenere sotto controllo le specie non autoctone
PORTOFERRAIO. Il parco dell’Arcipelago in prima linea nella tutela della biodiversità.
A minacciare l'habitat naturale delle isole toscane non ci sono soltanto le piante aliene (il fico degli ottentotti, quello d’India, l’agave proveniente dall’America centrale, l’acetosella gialla originaria del Sud Africa), ma anche alcune specie animali, quali il ratto nero (ormai eradicato da molte isole toscane), i cinghiali e i mufloni. I suini selvatici, assenti dall’arcipelago e immessi dall’uomo negli anni ‘50 e ‘60 a scopo venatorio, oggi rappresentano un problema non solo per la fauna e la flora naturale locale, ma anche per le coltivazioni e le strutture residenziali. Per non parlare dei mufloni, anch’essi introdotti dall’uomo, erbivori voraci che impediscono la crescita della vegetazione naturale e danneggiano le colture.
Insomma, le specie aliene invasive rappresentano un grave problema per il parco che ha portato avanti progetti specifici per la difesa degli habitat dalle specie aliene invasive, ottenendo notevoli successi. Così i mufloni sono costantemente sotto controllo, mentre l’eradicazione del ratto nero ha portato effetti straordinariamente positivi sul ripopolamento delle berte e di altri animali nativi, come i gechi e i pipistrelli, in particolare sull’isola di Montecristo, la più grande isola italiana dichiarata “rat-free”.
«Quello della gestione delle specie aliene invasive è un problema molto delicato – ha dichiarato il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano e di Federparchi Europarc Italia, Giampiero Sammuri – ma nonostante le difficoltà non possiamo non occuparcene in modo concreto e puntuale. Basti dire che secondo Birdlife International, le specie aliene hanno concorso all’estinzione del 50% delle specie di uccelli che si sono estinte negli ultimi 500 anni (68 su 135) e che le isole sono gli habitat maggiormente a rischio, dove le specie invasive fanno i danni più grandi alla fauna e flora autoctone, costituite in gran parte da endemismi, in tempi brevissimi».
Per frenare la diffusione delle specie aliene invasive il parco, quindi, ha messo in campo molte attività e progetti europei, l’ultimo dei quali propriamente mirato al controllo e alla prevenzione attraverso l’informazione dei cittadini.
Il Life Asap (Alien Species Awareness Program), cofinanziato dalla Commissione Europea e coordinato da Ispra, che coinvolge la società Nemo Srl di Firenze, la Regione Lazio (Direzione ambiente e sistemi naturali), Federparchi, Legambiente, Tic Media Art e Università di Cagliari, con il cofinanziamento del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e dei Parchi nazionali, tra i quali proprio l’Arcipelago Toscano, mira a informare cittadini, turisti e stakeholder sui corretti comportamenti da adottare per proteggere la biodiversità territoriale. Molte specie animali e vegetali, infatti, si sono diffuse perché introdotte accidentalmente o volontariamente per varie finalità dall’uomo in un ambiente diverso da quello di origine. (l.c.)
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