Il dolore
Giochi delle Isole, Moby finanzia
Interviene lo sponsor di fronte all’immobilismo dei Comuni. Bianchi critico
PORTOFERRAIO. È Moby lo sponsor principale che ha permesso la partecipazione di una delegazione elbana (dopo il forfait di due anni consecutivi) alla ventiduesima edizione dei Giochi delle Isole, in programma dal 22 al 27 maggio a Catania (Sicilia). Ne dà notizia Claudio Bianchi, delegato per l’Elba del Coni e organizzatore principale del gruppo di atleti elbani (sono 25-26 tra i 14 e i 17 anni) in predicato di raggiungere la Sicilia il prossimo maggio. «Il mio più sincero ringraziamento – ha detto lo stesso Bianchi – va alla società di navigazione che, grazie al suo fattivo e concreto contributo, ha reso possibile che i nostri bravi ragazzi prendessero parte ai giochi internazionali. Ragion per cui, sponsor principale e partecipazione economica dei genitori (si parla di qualche centinaio di euro cadauno) permetteranno tranquillamente agli sportivi elbani, a cui va aggiunta circa una decina di accompagnatori, la permanenza a Catania. Attualmente siamo nella fase di rimodulazione dei costi da richiedere ai genitori. Per cui è possibile che le nostre prime previsioni di spesa vadano ritoccate verso il ribasso. E questo è grazie anche alla partecipazione di altre aziende isolane».
Quindi è grazie al privato se la squadra dei giovani elbani potrà esprimersi sui campi da gioco di Catania. Chi invece esce da questa manifestazione con le ossa rotte è l’ente pubblico. O almeno una parte di esso. La chiave di volta al meccanismo partecipativo alle edizioni di giochi va inquadrata nel 2015, che vide l’ultima rappresentanza elbana scendere in campo. Da allora a oggi, un’assenza inquietante. Corrisponde cioè al periodo in cui l’ente pubblico chiuse i rubinetti delle sovvenzioni. «Per i primi dieci anni – ha continuato Claudio Bianchi – gli enti locali avevano contribuito a pagare le spese, affidando ai componenti del Coni provinciale e anche alle varie associazioni sportive che operavano sul territorio di reperire gli elementi migliori nelle diverse discipline. Dopo questo periodo però siamo andati incontro alla proposta di soppressione delle Province. Da questo momento il quadro politico è cambiato, arrivando così al debito contratto con le Isole Azzorre che non è stato ancora onorato». Su otto comuni elbani solo tre hanno versato il contributo; altri solo parzialmente. I restanti non hanno dato nulla. Per cui il debito ancora da onorare nei confronti del governo delle Azzorre è di oltre 13 mila euro. «È mai possibile – si è chiesto sempre Bianchi – che nessuna amministrazione elbana, nessun assessore allo sport, si sia fatto avanti a chiedere informazioni sulle edizioni dei Giochi che puntualmente ogni anno vengono organizzati? Ho l’impressione che, all’interno delle stanze del potere politico elbano, si sia tirato un sospirone aggiungendo il commento: “Meno male che non si fanno i Giochi delle Isola”. Peccato. Un’opportunità persa per i nostri colori elbani e per i nostri ragazzi, contravvenendo anche agli stessi principi dei fondatori di questo genere di competizioni destinati ai ragazzi che abitano nelle isola più grandi del mondo». «Non ci dimentichiamo – ha puntualizzato sempre il delegato del Coni – dell’occasione che rappresentano i giochi per i giovani sportivi elbani e anche per l’isola stessa».
«Quello che mi stupisce – ha proseguito Bianchi – è che non c’è alcuna programmazione dello sport nelle pubbliche amministrazioni. O solo si aspettano i programmi delle varie associazioni che richiedono contributi, per adeguarsi a questi e inserirli nei piani di lavoro. Così non va bene. E poi un’ultima considerazione – ha concluso –. I genitori danno subito il loro contributo, così gli sponsor; un ente pubblico deve rendere conto di una burocrazia amministrativa dai tempi lunghi, per cui prima di avere la disponibilità economica passa tempo. Per cui è poco affidabile». (l.c.)
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