Gioco
Un solo cardiologo per l’isola, carenze nell’emergenza urgenza
Nella relazione del Crest toscano inviato al ministero della Salute un capitolo è dedicato all’isola d’Elba. «La golden hour non è uniformemente garantita sia per le distanze sia per la difficile viabilità»
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PORTOFERRAIO. Carenze nell’ospedale, problemi sul territorio, a partire dal servizio di emergenza urgenza che prevede una sola ambulanza con il medico a bordo per tutta l’isola d’Elba. Sono alcune delle criticità evidenziate dal Crest (Comitato regionale emergenza sanità toscana) - che riunisce alcuni comitati delle zone disagiate montane e insulari della Toscana tra cui il comitato Elba Salute - in una lettera inviata al ministero della Salute. Un capitolo del documento è dedicato alla situazione elbana.
«La situazione dell’Isola d’Elba e dell’arcipelago – si legge nel documento del Crest – è ovviamente particolare rispetto alle altre realtà sanitarie che possono raggiungere con minore difficoltà le strutture più complesse ed organizzate. La distanza dai centri specializzati ed i lunghi tempi di percorrenza ad essa legati, influiscono pesantemente sui costi individuali nonché collettivi in termini di viaggi, pernottamenti e giornate lavorative perse. La terza isola dell’Italia ha una popolazione stanziale di circa 33.000 cittadini e questo numero sale a oltre 250.000 nel periodo estivo».
Per quanto riguarda i servizi sociosanitari il 12 novembre 2012 è stato firmato un accordo, con relativo cronoprogramma tra la Regione Toscana e l’allora conferenza zonale dei sindaci. «Detto accordo – fanno notare dal Crest – è stato realizzato al 70%, per poi essere accantonato dal nuovo organismo istituzionale comprensoriale il quale non l’ha ancora sostituito con un nuovo protocollo utile alle molteplici criticità sanitarie dell’arcipelago».
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Ospedale. Nella relazione del Crest emerge come l’ospedale presenti problemi recenti e questioni irrisolte da anni. «Non c’è terapia sub intensiva e rianimazione – attaccano dal Crest – ha solo un cardiologo che deve dividersi tra ambulatorio, pronto soccorso, esami cardiologici e carcere». Non solo. A Portoferraio hanno abolito la guardia medica, «quindi di notte – spiegano dal Crest – nei prefestivi e festivi l’unica possibilità di essere visitati è data dal pronto soccorso intasandolo e allungando i tempi di attesa».
Emergenza urgenza. Nella parte occidentale dell’isola il servizio di emergenza urgenza funziona con ambulanza ordinaria che si incontra in luoghi rendez-vous con l’ambulanza con il medico 118 a bordo che arriva da Portoferraio. In caso di una sovrapposizione di eventi può capitare che a dover intervenire sia un’ambulanza in arrivo da un altro paese dell’Elba, come accaduto pochi giorni fa quando per un malore capitato a poche centinaia di metri dall’ospedale di Portoferraio, sia dovuta intervenire un’ambulanza da Porto Azzurro senza medico a bordo. «L’emergenza - urgenza e la golden hour agli elbani non è uniformemente garantita – attaccano dal Crest – sia per le distanze e la difficile viabilità sull’isola, sia per le condizioni meteo avverse che non sempre permettono il trasferimento in elisoccorso in ospedali al di là del mare».
Territorio e pronto soccorso. Le tre “Case della Salute” previste all’Elba – aggiungono dal Crest – «sono rimaste progetti impolverati. Nel comune di Marciana mancano i medici di famiglia. L’Asl Toscana Nordovest è ancora più lontana fisicamente ed idealmente da Portoferraio di quanto non lo fosse la vecchia Asl 6 di Livorno. Ignora le difficoltà della medicina, dell’ortopedia ridotta ai minimi termini, della chirurgia che per la mancanza di chirurghi presto potrebbe non essere in grado di garantire la presenza notturna per eventuali emergenze urgenze al pronto soccorso e in reparto. Così come non recepisce la drammaticità in cui vive il pronto soccorso quasi al collasso per mancanza di personale medico e che opera in locali fatiscenti al limite della dignità umana».
Il caso oncologici. I malati oncologici, ricordano dal Crest, per effettuare visite o esami diagnostici sia di controllo che programmati devono recarsi in “continente” e se non sono barellati devono pagarsi il trasporto e spesso, quando non supportati da associazioni o enti privati, devono rinunciare alle cure e agli esami con grave danno alla loro persona.
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