Sicurezza
Spagnesi ci mette una pezza «Non me ne vado, però...»
Il presidente si dice «stupito» dalle reazioni alle sue dichiarazioni di domenica Ma poi conferma: senza introiti pubblicitari sarà dura mantenere la categoria
PIOMBINO. Non è ancora finito il campionato e già si parla della prossima stagione in casa, ma pure fuori, dell’Atletico Piombino. Il commento del presidente Massimiliano Spagnesi nel post partita con la Cuoiopelli ha creato un po’ di scompiglio e preoccupazione attorno al futuro della squadra, al quarto anno in Eccellenza e dopo una salvezza più che tranquilla ottenuta con quattro giornate di anticipo. Non solo. I nerazzurri, attualmente quinti in classifica, hanno forti probabilità di giocare i playoff, alla fine degli ultimi due turni, in programma l’8 e il 15 aprile, dopo la pausa di due settimane causa torneo delle Regioni e Pasqua.
Una coda di stagione che avrebbe potuto insomma accompagnare placidamente il Piombino alla fine del campionato, condizionata invece dalle dichiarazioni di Spagnesi. In sostanza il patron nerazzurro ha apertamente ammesso la difficilissima situazione economica nella quale versa la società. «Se non cambia qualcosa sarà impossibile fare nuovamente l’Eccellenza – le parole di Spagnesi domenica scorsa – I contributi pubblicitari sono pochi e ora come ora non esiste più il tessuto economico per fare un campionato di questa categoria».
La dichiarazione è forte e scombussola un po’ tutti, dallo stesso ambiente nerazzurro agli appassionati di calcio, e non solo. Anche se Spagnesi, a qualche giorno di distanza, abbassa i toni e si sorprende: «Non ho fatto alcun tipo di riferimento né annunciato di voler lasciare – afferma il presidente del Piombino – Ho solo espresso una riflessione che è da qualche anno che faccio. Non è una novità e mi stupisco delle reazioni di sorpresa».
Sarà anche vero, però in questi termini e con tale asprezza (o forse solo sincerità) non l’avevamo ancora sentita. Non solo. Anche Enzo Madau, direttore generale della società, ha confermato la complicata situazione economica della squadra che rischia di veder disperdere un gruppo cresciuto nel tempo e ormai consolidato. Avremmo voluto conoscere anche il parere del sindaco Massimo Giuliani, che però ha rimandato nei prossimi giorni un proprio intervento sulla questione.
A tornarci sopra, invece, è lo stesso Spagnesi al quale, a oggi, non sembrano esserci concrete alternative, al di là di qualche voce non confermata. «Non so nulla di eventuali dimostrazioni di interesse sul Piombino – dice – Con me, almeno, non si è fatto vivo nessuno. Se però dovessero esistere credo sia un vantaggio per la squadra e per la città stessa che si facciano vivi. Sono più che disponibile a valutare qualsiasi proposta, che sia però credibile. Dove arrivano persone nuove, generalmente arrivano anche nuove idee e nuovi modi di vedere, quindi ogni novità è positiva. Ripeto, non ho fatto riferimenti specifici e sono cose che ho già detto altre volte. Purtroppo le voci pubblicitarie non ci sono più o quasi, e non ci sono per il contesto generale di difficoltà, dove non c’è lavoro, dove c’è cassa integrazione e altri problemi sociali, e alle poche aziende rimaste non si possono chiedere altri contributi. La mia quindi non è una rivendicazione, ma una semplice presa d’atto. Se non cambia l’ambiente e il tessuto economico, sarà difficile mantenere la categoria».
In che senso? «Nel senso che mi auguro ci potranno essere le condizioni per iscrivere nuovamente la squadra in Eccellenza – spiega Spagnesi – perché è la categoria che spetta alla società e alla città. Ci saranno da valutare, piuttosto, le forze con le quali parteciperemmo. Per capirsi: se iniziasse oggi il campionato 2018-2019 sarei costretto a chiedere un sacrificio ai componenti della prima squadra. Qualcuno ovviamente non accetterebbe, i giocatori che vengono da fuori Piombino probabilmente andrebbero altrove, mentre sui piombinesi si può sperare sull’attaccamento alla maglia e alla città. Dispiace, ma le condizioni sono queste e gli sforzi verrebbero chiesti sulla base del budget a disposizione».
Il dg Madau nelle sue dichiarazioni al Tirreno di martedì ha chiamato in causa anche le difficoltà nel mantenere vivo il settore giovanile. «Beh, quello che dico va proprio a tutela del settore giovanile – afferma Spagnesi – che a oggi si autoalimenta con le quote di partecipazione e le bigliettazioni. E così vive, anzi sopravvive, mentre vorremo che continuasse a crescere. Ma la maggior parte delle risorse confluisce nella prima squadra. Il bilancio annuo del Piombino è di 160mila euro di spese; più della metà vengono investiti nella prima squadra tra iscrizione, costi di gestione, rimborsi ai giocatori e via dicendo. Numeri importanti e introiti che arrivano da contributi pubblicitari, iscrizioni al settore giovanile e bigliettazione. Queste comunque sono problematiche che è prematuro affrontare. Ne inizieremo a parlare a fine stagione. L’obiettivo è di trovare tutte le soluzioni per ripartire ancora dall’Eccellenza; tutto starà a vedere se saremo ancora competitivi per rimanerci».
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