Attenzione
Pecore sbranate dai lupi nel recinto
L’episodio all’azienda Fais di Riotorto, due animali morti e 17 scomparsi. il titolare: «È necessario l’abbattimento»
RIOTORTO. Due pecore uccise, 17 disperse, danni immediati e nel lungo termine, e tanta paura per l’altra notte e per i giorni a seguire. È stato un risveglio da dimenticare per l’azienda agricola Fais di Riotorto, che produce formaggio da allevamento ovino di selezione sarda, nell’area attorno alla fattoria di Vignale.
Sono le 4,30 di martedì. È ancora buio, eppure l’azienda è già in movimento. «A quell’ora iniziamo la mungitura, quando improvvisamente abbiamo sentito abbaiare i cani – racconta Salvatore Fais – Il capannone nel quale eravamo dista circa un chilometro e mezzo dal gregge. Quando siamo arrivati, abbiamo visto allontanarsi due lupi, mentre due delle pecore nel erano a terra, sbranate. Una era sempre viva ed è morta proprio davanti ai miei occhi. Se sono sicuro che fossero lupi? Sì, lo erano, o quantomeno erano degli ibridi. Fossero stati cani selvatici i nostri li avrebbero letteralmente mangiati. Abbiamo maremmani e pastori del caucaso. Ce n’erano due a guardia del recinto che conteneva 80 pecore, a fronte dei 500 capi che abbiamo complessivamente in azienda. Invece quando siamo arrivati i cani erano spaventati».
Risultato dell’attacco: due pecore morte, entrambe gravide, e altre 17 scappate. «Tre le abbiamo ritrovate – spiega Fais – Per le altre, magari ferite, o comunque finite nel bosco, la vedo dura, anche se continueremo a cercarle. Abbiamo subito chiamato la Asl e i carabinieri forestali». Il danno al momento è difficilmente calcolabile. «In media una pecora dà, come minimo, 300 litri di latte all’anno – spiega Fais – Il danno più grosso, comunque, non sono i due animali morti, quanto gli effetti nel lungo periodo. Le pecore potrebbero abortire e non dare più latte a causa dello spavento. E ancora terrorizzati sono i cani che erano di guardia. Come se non bastasse, poi, c’è la beffa dell’obbligo di smaltimento degli animali morti: 140 euro più iva per due carcasse».
Esiste comunque la possibilità di richiedere un risarcimento. «Sì, alla Regione – dice Fais – Peccato che ci sono ancora aziende in attesa di risarcimenti dal 2015 almeno. Sapete poi di quanto si parla? Di 100 euro a capo. Un contentino visto i soldi che perdiamo. Non sono pochi gli allevatori che stanno smettendo, anche perché le associazioni di categoria, a loro volta, non fanno nulla per trovare una soluzione». E la soluzione quale sarebbe? «Il problema è sempre maggiore – dice Fais – Di solito vengono colpite le zone più interne. A Monterotondo l’anno scorso fu avvistato un branco di 17 lupi, e in generale si stanno formando piccoli branchi anche vicino ai centri abitati. Adesso anche qui da noi, dove un caso come quello di ieri notte non si era mai verificato. È un segnale preoccupante. Che fare? È necessario l’abbattimento dei lupi. Purtroppo l’errore fu fatto a monte, con la loro proliferazione indiscriminata. Ora l’unica soluzione è l’abbattimento, ma non del 5% come si parla».
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