Il Tirreno

«Ora stop al conferimento dei rifiuti»

«Ora stop al conferimento dei rifiuti»

Parodi chiede alla Regione il rispetto della diffida e i carotaggi alla discarica

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SUVERETO. «La Regione dovrebbe bloccare immediatamente il conferimento in discarica dei rifiuti fino a quando non si sia messa a norma rispettando la diffida del 2017 e le prescrizioni Aia date nel 2016».

È quanto afferma il sindaco di Suvereto, Giuliano Parodi, dopo aver ottenuto le risposte di Arpat ai suoi quesiti, evidenziando «che le prescrizioni con cui era stato autorizzato il progetto di ampliamento della discarica di Ischia non sono state ancora ottemperate».

Inoltre secondo Parodi «per la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori che operano nella discarica si faccia una serie di carotaggi per scoprire il tipo di rifiuti che vi sono stati conferiti, perché circa un terzo dei conferimenti degli ultimi anni, è avvenuto ad opera delle aziende Lonzi e Rari, aziende indagate per traffico illecito di rifiuti speciali, anche pericolosi e nocivi, miscelati con altri e mascherati come ordinari».

Nella diffida del novembre 2017, Parodi ricorda che «la Regione affermava che la discarica “risulta condotta in maniera non adeguata alle norme tecniche di riferimento e difformemente a quanto autorizzato”. Difatti a distanza di mesi la situazione non è sanata, e ne danno conferma i disagi esposti da molti abitanti delle zone limitrofe alla discarica: disturbi delle vie respiratorie, irritazioni oculari e cutanee, cefalea. Da troppo tempo – prosegue Parodi – i cittadini sopportano l’inquinamento originato dalla discarica che non accoglie più i rifiuti urbani ma gli speciali provenienti da industrie. Quindi hanno richiesto all’Arpat le analisi delle acque sotterranee e dell’aria e la risposta è stata parziale: per le acque sotterranee dal 2013 al 2016 tutte le analisi effettuate sono di fonte Asiu-Rimateria, mentre Arpat ha fatto in cinque anni un solo controllo delle acque sotterranee nel 2017». Parodi riferisce quindi che «nella sintesi fornita, i punti di rilevamento sono tre piezometri ed un pozzo confinanti con il perimetro della discarica, dove si evidenzia che la falda sia superficiale che profonda è altamente inquinata. Si superano le concentrazioni a soglia di contaminazione per terreni industriali per i seguenti elementi: manganese, solfati, piombo, nitriti, mercurio, ferro, Pcb, benzoapirene, benzo(ghi)perilene, nichel, cromo VI, e occasionalmente antimonio e arsenico». “

Infine «le maleodoranze hanno più cause e non sono imputabili al solo biogas. Fra l’altro tutte le giustificazioni nascondono inefficienze e inaccettabili ritardi nell’esecuzione dei lavori».



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