Sicurezza
«Aferpi, salute a rischio ora intervenga Giuliani»
Lettera aperta di Camping Cig preoccupato per le condizioni delle acciaierie «Sono stati attivati gli organi tecnici per una valutazione della situazione?»
PIOMBINO. La massima autorità sanitaria locale, cioè il sindaco, sta esercitando incisivamente i suoi poteri-doveri in materia di protezione della salute dei suoi cittadini? È questa la domanda al centro di una lettera aperta di Camping Cig inviata appunto al sindaco Massimo Giuliani, ai consiglieri comunali e all’ufficio ambiente del Comune, legata alle condizioni delle aree ex Lucchini.
La premessa è che «gli inadempimenti contestati dal commissario straordinario Piero Nardi alle società Aferpi e Cevital ci spingono a chiederci se non possano esserci inadempimenti anche sul piano della sicurezza e della protezione della salute per i cittadini che abitano nelle zone limitrofe agli impianti in dismissione e, a maggior ragione, per i lavoratori che ancora lavorano nello stabilimento».
Quindi viene citata la situazione «della ex area a caldo e in generale degli impianti fermi da anni, che appare degradata, con i tamponamenti esterni dei capannoni in preda alla ruggine e alla corrosione, col rischio di distacchi di lamiere e con la necessità urgente di accertare se non possano verificarsi anche crolli consistenti (come paventato dalla cronaca locale). Questi potrebbero mettere allo scoperto parti di impianto in cui in passato non si sia proceduto alla sostituzione di materiale contenente amianto ritenuto, a impianti integri, “confinato” e come tale senza rischio di diffusione di fibre nell’ambiente».
Quindi una serie di quesiti a cui vengono chieste risposte sollecite: «c’è un rischio di infortunio per quei lavoratori costretti a transitare o intervenire nelle zone degli impianti in dismissione? Vi è un “rischio amianto” per gli addetti incaricati dei “piccoli smantellamenti”, che pare siano in parte già avvenuti? Si sono messe e si metteranno in atto tutte le procedure di prevenzione dovute? Vi è un rischio amianto, in atto o potenziale, per la popolazione? Sono stati attivati gli organi tecnici di controllo per una valutazione della situazione?».
Domande rivolte a Giuliani, «l’unico che può rispondere con chiarezza a noi e alla città. Per affrontare questa situazione si devono mettere in campo azioni di smantellamento e bonifica almeno delle aree più prossime al centro abitato, che sono anche potenzialmente più esposte ai rischi. La realizzazione di queste opere deve essere affidata ai lavoratori disoccupati, primi fra tutti coloro che provengono dall’indotto. Con fondi governativi e regionali si devono organizzare seri corsi di formazione retribuiti, al termine dei quali i corsisti dovranno essere inseriti nelle imprese idonee e incaricate di procedere alle azioni di smantellamento e bonifica; imprese che dovranno essere prioritariamente quelle locali, o anche cooperative di nuova formazione, create con il supporto delle istituzioni pubbliche, tra lavoratori partecipanti ai corsi».
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