Il Tirreno

Jindal atteso in fabbrica la prossima settimana

Jindal atteso in fabbrica la prossima settimana

Filtrano indiscrezioni su un blitz del patron di Jsw per incontrare le istituzioni mentre i tecnici continuano le verifiche sulle condizioni dei laminatoi

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PIOMBINO. Mentre prosegue il lavoro in fabbrica dei tecnici della Jindal South West, il patron del gruppo indiano potrebbe essere in città la prossima settimana, per un primo giro in fabbrica e un prevedibile incontro con le istituzioni.

Il probabile arrivo di Sajjan Jindal potrebbe dunque essere l’occasione per capire qualcosa in più sui progetti dell’industriale indiano e pure sui tempi.

Secondo quanto filtra da Aferpi, i tecnici di Jindal sarebbero stati fin qui particolarmente attenti alla verifica delle condizioni dei laminatoi. Jsw ha una sovraproduzione di blumi e billette, e il primo obiettivo sarebbe quello di far ripartire intanto i laminatoi con i semiprodotti in arrivo dall’India per riposizionarsi sul mercato. Poi per il futuro si vedrà, nel senso che l’indiscrezione più accreditata è che Jindal sia interessato soprattutto a produrre grandi quantità di coils, oltre alle rotaie che continueranno a essere un business.

Ma la due diligence di Jsw è tesa anche a capire la possibilità di un ritorno all’Afo, anche se quest’ipotesi sembra allontanarsi sempre di più in favore dell’approdo a due forni elettrici. Una scelta che non potrà essere legata esclusivamente al costo economico immediato, ma che dovrà tenere di conto vari elementi, tra cui il prezzo dell’energia, ma anche la possibilità di ottenere quei “certificati bianchi” che per Aferpi valevano circa 100 milioni per progetti ecocompatibili, chiave per aprire anche alla possibilità di usare quei 30 milioni messi a disposizione dalla Regione nel 2014 quando si parlava di sostituire l’altoforno con un “Corex”.

Qualsiasi scelta di Jindal porterà con sé tempi lunghi per il riavvio della produzione e quindi in ogni caso dovrà essere accompagnata da un prolungamento degli ammortizzatori sociali. Ovviamente tra i più interessati a un primo approccio col presidente di Jsw sono i sindacati, certo preoccupati dal fatto che l’adesione a un progetto che preveda forni elettrici al posto dell’altoforno comporterebbe un numero di posti di lavoro in meno stimato tra i 400 e i 500.

Ovvio che le incertezze post elettorali non sono il massimo per Piombino: da un lato Jindal vorrebbe chiudere l’affare con un Governo in carica che gli dia le opportune garanzie in particolare sulle bonifiche, dall’altro i tempi prevedibilmente lunghi per la formazione di un esecutivo o peggio ancora il ritorno alle urne, lasciano in un limbo le richieste del sindaco Massimo Giuliani che fin dall’estate scorsa aveva evidenziato al Governo la necessità di rivedere l’Accordo di programma, con 300 milioni necessari a completare l’infrastrutturazione, col secondo tratto della 398 fino al porto, gli interventi sulla rete ferroviaria e sulle aree retroportuali per i nuovi traffici, nella parte a terra della darsena, la demolizione e messa in sicurezza di ex carbonili ed ex Irfird. (cloz)

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