Il Tirreno

da Lega nord e M5s all’unanimità in regione 

Proteggere l’occupazione Mozioni e Camping Cig

Proteggere l’occupazione Mozioni e Camping Cig

PIOMBINO. Salvaguardare i lavoratori Aferpi di Piombino (Livorno), e dell’indotto, per quanto riguarda ammortizzatori sociali e integrazioni salariali, e indicare quanto prima il nuovo piano...

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PIOMBINO. Salvaguardare i lavoratori Aferpi di Piombino (Livorno), e dell’indotto, per quanto riguarda ammortizzatori sociali e integrazioni salariali, e indicare quanto prima il nuovo piano industriale.

Queste, in sintesi, le richieste contenute in due mozioni, una della Lega nord e l’altra M5s, approvate all’unanimità dal consiglio regionale. La mozione del Carroccio, presentata dal capogruppo Elisa Montemagni, impegna la giunta toscana «ad attivarsi presso il ministero competente, in modo che i lavoratori abbiano esatta contezza della loro situazione lavorativa», e facendo chiarezza sullo sblocco contrattuale che li riguarda, gli ammortizzatori sociali e l’estensione del trattamento di integrazione salariale. La mozione M5s chiede al presidente della Regione di attivarsi per dare comunicazione al consiglio regionale sui contenuti dell’accordo preliminare di vendita di Aferpi a Jindal e in merito al nuovo piano industriale; attivare un confronto istituzionale all’interno della commissione costa sulla diversificazione produttiva a Piombino; e assicurare l’estensione degli ammortizzatori sociali ai lavoratori ex Lucchini e anche ai lavoratori dell’indotto. «Grazie per queste mozioni che danno incisività al lavoro che come giunta stiamo portando avanti», ha affermato l’assessore regionale al lavoro Cristina Grieco.

Per il sindacato Camping Cig Art. 1 «lo scenario della crisi dello stabilimento ex-Lucchini è cambiato – si dice – diventato impresentabile Rebrab ecco all’orizzonte il nuovo “salvatore della patria” Jindal ed ecco la nuova narrazione felice, fatta di illazioni giornalistiche spacciate per verità e dichiarazioni di fiducia di politici e sindacalisti».

«Dobbiamo porre punti fermi. Primo – si spiega – c’è necessità urgente che la fabbrica riprenda la produzione: l’immediata ripartenza degli impianti di laminazione e la successiva ripresa della produzione di acciaio. Seconda fase con vincoli ben precisi, definiti in tre anni di dibattiti e mobilitazione: l’abbandono del ciclo con altoforno, la produzione con forni elettrici a basso tasso di inquinamento, la localizzazione degli impianti nell’area nord, lontano dalla città. Secondo punto – sottolinea Camping Cig –: l’allontanamento di Cevital dev’essere totale. Terzo punto: se è vero che nel caso di vendita diretta tra privati i lavoratori e i sindacati non hanno voce in capitolo, è vero che il governo può arrivare ad impedirla. Ci vuole fortissima pressione sul governo per assicurarci che, nel caso di verificate intenzioni di Jindal, si faccia carico degli interessi dei lavoratori. Quarto punto: non dobbiamo lasciare che poche persone decidano per il nostro futuro, ma pretendere di essere noi a decidere».



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