Sicurezza
Fratelli morti, domani i funerali a Canneto
MONTEVERDI. Apre questa mattina a Venturina la camera ardente dei fratelli Celeste e Antonio Serni, morti giovedì a pochi minuti l’uno dall’altro mentre si trovano nel loro podere, il Rusticuccio, a...
MONTEVERDI. Apre questa mattina a Venturina la camera ardente dei fratelli Celeste e Antonio Serni, morti giovedì a pochi minuti l’uno dall’altro mentre si trovano nel loro podere, il Rusticuccio, a Canneto. Le salme sono state restituite ai familiari nella sera di ieri, dopo che l’anatomopatologo nominato dalla Procura di Livorno aveva completato gli esami autoptici concludendo per il decesso da cause naturali. Risultato che ai familiari e agli amici presenti al podere subito dopo la duplice tragedia era apparso scontato, ma non acquisibile dai carabinieri di Monteverdi e della compagnia di Volterra in assenza di un certificato medico di morte redatto sul posto.
La camera ardente è stata allestita nella “sala del commiato” dell’impresa funebre Bertolani incaricata dei funerali, in via della Monaca 20 a Venturina. Le due salme vi resteranno fino a domattina, quindi verranno portate a Canneto per i funerali (9,30).
Al termine Celeste proseguirà per Livorno, dove per sua volontà espressa ai familiari sarà cremato, poi le ceneri torneranno al borgo-castello nel piccolo cimitero sulle pendici del monte di Canneto. Qui, nel frattempo, si sarà compiuto già domattina l’ultimo viaggio del fratello Antonio.
Nativi entrambi di Canneto, Giovanni Celeste (80 anni) e Antonio (74) a questi luoghi della loro infanzia sono sempre rimasti molto legati, e nonostante che il lavoro nelle acciaierie di Piombino li avesse convinti a cercare casa più vicino alla fabbrica – Celeste a Venturina, Antonio a San Vincenzo – ogni momento libero lo trascorrevano nel bel podere di famiglia “Rusticuccio”, affacciato sulla Val di Cornia, immerso nella macchia mediterranea e con un grande squarcio di olivi generosi.
Proprio nell’oliveto, giovedì dopo pranzo, mentre con Ada e Giovanna, le loro mogli, bruciavano delle frasche, si è consumata la tragedia: prima si è sentito male Celeste, un attacco fulmineo che lo ha ucciso in pochi istanti; subito dopo Antonio al termine di una disperata corsa verso il cellulare lasciato nell’auto, nell’estremo tentativo di chiedere aiuto per il fratello. Una tragedia al momento ancora inspiegabile, che chiarirà l’anatomopatologo fra alcune settimane nel rapporto definitivo sull’autopsia.
Certo è che l’improvvisa scomparsa dei fratelli Serni ha suscitato grande commozione e dolore nelle molte persone in amicizia con le rispettive famiglie. Nel cordoglio si stringeranno ad Ada e alla figlia Stefania, a Giovanna e ai figli Riccardo e Marco -oggi nella camera ardente e domani alle esequie - tanti parenti, amici, estimatori. Celeste era una “colonna” della Croce rossa di Venturina, instancabile volontario da oltre 40 anni ed esemplare modello per i più giovani dell’associazione. Numerose delegazioni saranno presenti all’estremo saluto. Antonio aveva legami d’amicizia forti, stimato sul lavoro, cacciatore tra i migliori della zona. Come il fratello maggiore aveva nel cuore Canneto.(gi.pi.)
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