Il Tirreno

Demenze senili, ogni anno 400 malati in più in Val di Cornia

di Valeria Parrini
Demenze senili, ogni anno 400 malati in più in Val di Cornia

L’impegno dell’associazione Alzheimer per le famiglie e per interventi che ritardino l’evoluzione del male

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PIOMBINO. La vita può cambiare all’improvviso o poco alla volta. In tutti i casi non si è mai preparati. Lo sanno bene i familiari degli anziani che perdono giorno dopo giorno capacità fisiche, cognitive, di relazione.

E’ indispensabile poter contare su una rete di assistenza adeguata e sull’esperienza di persone che vivono, o hanno vissuto, la stessa situazione. Un compito, quest’ultimo, che si è data L’Associazione italiana malattia di Alzheimer. Di Aima, recentemente strutturata come Costa etrusca onlus, è responsabile esecutiva Marinella Zagaglia.

La sede è a Rosignano ma la volontà è quella di attivarsi anche a Piombino, coinvolgendo direttamente famiglie e potenziali volontari.

Con la collaborazione della Società della salute, di Misericordia, Pubblica assistenza e Croce rossa, Aima ha organizzato un ciclo di incontri riservati in prima persona ai “caregiver”, termine inglese che sta per “colui che si prende cura”. Il calendario è in pagina. Si comincia domani. E la necessità c’è. Sia perché un sempre maggior numero di famiglie sono coinvolte. Sia perché il problema richiede una qualificata rete integrata di servizi.

Secondo stime di prevalenza fornite dalla Società della salute, in Val di Cornia, su una popolazione di circa 60.000 abitanti, ci sono tra 1200 e 1600 persone affette da demenze in generale. Metà, Alzheimer. «Ogni anno i nuovi casi sono circa 7 ogni 1000 abitanti. Quattocento nel nostro territorio», dicono le stesse fonti.

I farmaci disponibili hanno un valore terapeutico limitato. Sono necessari, di conseguenza, altri approcci non farmacologici.

Per gli aspetti assistenziali il riferimento è quello dell’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) che comprende medici, geriatra, assistenti sociali, infermieri. Gli strumenti sono l’Assistenza Domiciliare Alzheimer, il centro diurno Alzheimer (presente a Piombino nella Rsa San Rocco), contributi alla famiglia per l’assistente familiare, ricoveri in Rsa temporanei in nuclei dedicati. Attualmente sono presenti 4 posti a San Rocco e sono in corso di attivazione altrettanti a Campiglia.

Rispetto agli interventi psico-sociali è sempre più consolidata l’efficacia della stimolazione cognitiva associata anche a terapia occupazionale secondo un modello promosso dall’Aima Firenze, denominato “atelier Alzheimer” in cui vengono proposte attività come la lettura del giornale, il bricolage, il giardinaggio, la musicoterapia e pet-therapy. Altra possibilità, il Caffè Alzheimer: il luogo dove i malati possono, con familiari e volontari, prendere un caffè o una bibita in un ambiente accogliente in grado di fornire condivisione e sostegno, in un clima conviviale, piacevole e stimolante. Il piano regionale evidenzia l’importanza di sviluppare in ogni territorio l’offerta di questi interventi per la loro efficacia nel ritardare l’evoluzione della patologia e migliorare la qualità della vita delle famiglie.

Tutte attività che necessitano della forte integrazione tra servizi e associazionismo. «L’Aima Costa Etrusca - spiega Zagaglia - ha iniziato sulla scorta dell’esperienza fiorentina a proporre Atelier Alzheimer a Rosignano e si propone di estendere la rete, coinvolgendo volontari e offrire anche in Val di Cornia ascolto e supporto alle famiglie».



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