Il Tirreno

Addio a “Penna Bianca”, il re dei tuffi

Cristiano Lozito
Luigi Marchesi, "Penna Bianca", prima di un tuffo in una storica foto scattata nel 1981 da Domenico Finno
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Luigi Marchesi, "Penna Bianca", prima di un tuffo in una storica foto scattata nel 1981 da Domenico Finno

Aveva 76 anni, è stato una figura mitica. Ancora poco tempo fa si lanciava dalle panchine di piazza Bovio

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PIOMBINO. Addio a “Penna Bianca”, mito piombinese senza tempo. Luigi Marchesi aveva 76 anni, e si è spento mercoledì 7 marzo all’ospedale Villamarina dove era ricoverato.

Una malattia lo ha portato via in breve tempo ai suoi cari, la moglie Ida, i figli Michela e Daniele. e ai suoi tanti amici con cui trascorreva molto tempo, coetanei ma anche più giovani, gente che in lui vedeva l’energia, la voglia di vivere, la schiettezza.

In lui infatti albergava un grande senso dell’amicizia, forse il tratto più evidente del suo carattere e questo ha fatto sì che sia rimasto nel cuore di tante persone.

“Penna Bianca” aveva lavorato una vita in Magona ma era anche un pescatore, un appassionato di boxe (e ancora andava alla Palestra pugilistica), un cultore della forma fisica.

Per i piombinesi è stato senz’altro il re dei tuffi, quando piazza Bovio si trasformava in una piccola Acapulco per i ragazzi più coraggiosi, negli anni Sessanta e Settanta. A tuffarsi erano in diversi, ma il simbolo è diventato lui, che saliva in piedi sulla panchina del faro, attorniato dai tanti ragazzetti che all’epoca in estate vivevano liberi in costume e ciabatte tra viale del Popolo e piazza Bovio, i suoi primi e più appassionati tifosi, e poi si buttava di sotto a volo d’angelo per entrare in acqua nell’unico punto libero dagli scogli. Un volo di 17 metri e mezzo, uno show che “Penna Bianca” ha riproposto per decenni, fino a poco tempo fa.

Gran fisico anche con gli anni che passavano, era facile vederlo in centro storico, berretto da baseball in testa, risalire da piazza Bovio col suo grande amico Franco Marchettini, prima di incrociare qualcuno dei “loro” per due parole, una battuta, una risata.

Dopo aver ricevuto l'ultimo saluto alla sala della Misericordia in piazza Manzoni, la salma è stata trasferita a Livorno per la cremazione.

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