Finanza
Iscritti Fiom: «Stringere con Jindal»
Il Comitato e la segreteria riuniti: cauto ottimismo e linee per il futuro
PIOMBINO. Il Comitato Iscritti Aferpi e Piombino Logistics si è riunito ieri con la Segreteria Fiom Cgil provinciale. Dal Comitato traspare«cauto ottimismo» sul passaggio di Aferpi a Jindal, ma anche una posizione chiara su quanto dovrà essere fatto in futuro sia per le acciaierie che per l’ambiente. «La firma del Memorandum da parte di Jindal e Cevital ci fa guardare al futuro con cauto ottimismo» dicono gli iscritti alla Cgil.
Il Comitato sottolinea che oggi «serve oggi più che mai razionalità, pragmatismo ma anche coraggio. Attenderemo la conclusione della due diligence e della chiusura definitiva da parte di Jindal e Cevital. Auspichiamo che questa operazione venga conclusa il prima possibile e in ogni caso entro i termini annunciati, per garantire il rispetto delle tempistiche definite in sede ministeriale. La Fiom rivendica la necessità di discutere quanto prima il piano industriale che preveda la produzione di acciaio con tutte le linee di laminazione annunciate, presupposto alla piena occupazione, occasione per rinegoziare gli accordi con le relative moratorie che caratterizzavano gli accordi con Cevital».
Secondo la Fiom da subito è necessario «che vengano rimessi in marcia i treni di laminazione per consentire di riacquisire mercato perso in particolar modo per vergella e barre, per garantire la sopravvivenza di attività industriali ad esse collegate come la Gsi, e non ultimo ottemperare agli ordini di fornitura di Rei». Ci sono poi il capitolo ammortizzatori e quello, delicato e discusso, dell’altoforno. «Il governo aveva garantito un ammortizzatore sociale fino al 31/12/2018 a copertura dei lavoratori. È nostra convinzione, che qualunque governo entrante dovrà garantire una copertura sociale attraverso gli ammortizzatori che tutelino il reddito attuale e che venga estesa la durata fino al completamento del piano industriale con la sorveglianza dell’attuale amministrazione straordinaria, sia per i lavoratori diretti quanto per l’indotto».
Riguardo alla produzione di acciaio il Comitato degli Iscritti ritiene necessario far ripartire l’altoforno «con le tecnologie richieste dalle norme attuali che regolamentano l’ambiente, la salute e la sicurezza dei lavoratori e della cittadinanza». Necessario secondo gli iscritti Fiom «costruire una nuova acciaieria con le colate continue in linea ai treni di laminazione, lontane dal centro città», e pretendere dal governo le bonifiche delle discariche. «È vero che una ripresa transitoria delle attività di Acciaieria utilizzando l’attuale collocazione «è la formula che garantisce l’accorciamento drastico dei tempi per tornare a produrre acciaio» ma il Comitato rigetta la contrapposizione tra salute e lavoro: «Non esiste l’uno senza l’altro, ed entrambi devono essere garantiti». Non manca una riflessione sulle aree portuali, che se non utilizzate da Jindal devono essere a disposizione per sviluppare altre attività.
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