Sicurezza
Caccia aperta al primo sindaco della nuova Rio
Il voto alle politiche rischia di far vacillare Canovaro Tra i nomi che circolano anche Simoni e Barghini
RIO. Da una parte c’è il voto nazionale che ha assestato uno schiaffo ai partiti più organizzati sul territorio, su tutti il Pd, e premiato il Movimento 5 Stelle, che ha raccolto la bellezza del 34% dei consensi. Dall’altra l’esito ancora fresco del referendum che ha mischiato le carte tra gli schieramenti politici e, soprattutto, ha portato all’unificazione delle due Rio in una unica amministrazione comunale. È questo il contesto particolarmente complesso nel quale si giocherà la partita dell’elezione del primo sindaco del nuovo Comune di Rio. La data del voto non è ancora stata annunciata ufficialmente, ma si sa già che le urne si apriranno a maggio o comunque entro il 15 di giugno.
A primavera, insomma, Rio avrà il suo primo nuovo assetto istituzionale. In paese, intanto, ormai da mesi circolano i primi nomi di potenziali candidati, si ipotizzano scenari e alleanze, con l’esito delle politiche del 4 marzo che ha comportato - in un modo o nell’altro - un’evoluzione del quadro politico delineatosi dopo il referendum nei due paesi ex minerari.
Il Movimento 5 Stelle è indiscutibilmente la prima forza politica, stando alla portata dei consensi, nel territorio delle due Rio, negli anni scorsi tra i pochi comuni elbani in cui la sinistra esercitava ancora una certa presa sull’elettorato. Tuttavia, azzardare un parallelo tra i consensi ottenuti alle politiche e quelli che si spera di ottenere alle amministrative può trarre in errore. Per le Comunali i confini degli schieramenti politici tendono a farsi più sfumati, specialmente in un’isola dove alle urne si presentano il più delle volte liste civiche. Inoltre è la qualità dei candidati a sindaco a giocare un ruolo chiave. Nel caso del Movimento 5 Stelle, inoltre, c’è da notare come il gruppo degli attivisti sia attualmente in una fase di organizzazione e di ampliamento della base partecipativa. La traduzione? Il movimento grande protagonista delle politiche 2018 difficilmente parteciperà alla contesa riese in prima fila, visti i tempi stretti, mentre è più facile che possa organizzarsi per il 2019 quando si voterà a Portoferraio.
Chi invece, da oltre un mese, ha dato la disponibilità a scendere in campo è Umberto Canovaro, ex uomo della Margherita sostenuto dall’ex sindaco Udc di Rio Marina Francesco Bosi, e da una fetta importante dell’area che ha lavorato per il Sì al referendum di Rio per il quale si sono spesi in prima persona gli ex sindaci di Rio Elba Claudio De Santi (Forza Italia) e di Rio Marina Renzo Galli. Solo una fetta, tuttavia, visto che, nonostante la militanza di Canovaro nella giunta piombinese di Luciano Guerrieri, i contatti che pur ci sarebbero stati con il Pd locale non hanno fruttato alcun accordo. L’esito delle elezioni, in cui i partiti di centro hanno ottenuto solo briciole, rischia di far vacillare il nome di Canovaro. Tanto che, negli ultimi giorni, sono iniziati a circolare altri nomi tra cui, quello sì che sarebbe clamoroso, dell’attuale vice sindaco di Portoferraio Roberto Marini, anche lui ex Dc, e con radici familiari riesi. Un’ipotesi che tuttavia non trova conferme certe. Se si allarga il ragionamento a tutto il centrodestra risulta chiaro come l’ago della bilancia, con l’esito delle politiche, rischi di passare più nelle mani della Lega rispetto a Forza Italia.
Nei mesi scorsi si è diffusa l’indiscrezione legata a una possibile candidatura dell’ex primo cittadino di Porto Azzurro Luca Simoni, in queste ore è circolata la voce di una discesa in campo del suo ex vice sindaco Angelo Banfi, che in passato ha lavorato in qualità di responsabile del settore tecnico del Comune di Rio Elba. Indiscrezioni, per adesso. Niente di più. Nell’ambito del centrodestra, come nelle ultime elezioni, è riemerso il nome di Fortunato Fortunati, ex vicesindaco con Bosi e con Mancuso. Il suo nome è persino entrato in ballo in un’ipotetica lista capeggiata dalla sua ex rivale i consiglio comunale Cesarina Barghini, che starebbe valutando una discesa in campo alla guida di una lista civica trasversale.
A sinistra il Pd pare intenzionato a presentare una lista civica ma connotata politicamente: il nome che circola da tempo, che tuttavia non è mai stato confermato dal diretto interessato, è quello di Roberto Antonini, ma non è escluso che altri nomi possano emergere con l’avvicinarsi delle urne. Non è chiaro se la sinistra troverà il modo di riunificarsi, scenario comunque difficile. Nel campo di Leu, altro grande sconfitto delle politiche, filtra la notizia di una possibile candidatura di una donna, il cui nome resta tuttavia top secret. Ma occhio anche agli ex capigruppo di minoranza di Rio nell’Elba Nadia Mazzei e Pino Coluccia, quest’ultimo in prima fila per la battaglia - persa - per il no al referendum. Fuori dalle dinamiche dei partiti, sempre nel campo progressista, era emerso in questi giorni il nome di Paolo Gasparri, che prima delle ultime elezioni di Portoferraio creò il gruppo di lavoro Elba 2020 Team. (lu.ce.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
