Il Tirreno

Agricoltura, la Regione ora fa la conta dei danni

di Annalisa Mastellone
Agricoltura, la Regione ora fa la conta dei danni

Si raccolgono segnalazioni per attivare il riconoscimento di calamità naturale La documentazione va presentata entro il 30 marzo sul sito di Artea Toscana 

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CAMPIGLIA. La Regione Toscana ha avviato la procedura per raccogliere le segnalazioni per i danni da gelate e attivare il riconoscimento di calamità naturale: servirà per effettuare una ricognizione, che è necessaria al fine di verificare se sussistono le condizioni per richiedere un risarcimento. La segnalazione deve essere presentata entro il 30 marzo, alle ore 24, sul sito di Artea Toscana (Azienda regionale per le erogazioni in agricoltura), attraverso il modulo ID 20402. Le temperature siberiane e il brusco e repentino sbalzo termico nei giorni scorsi hanno colpito duramente le campagne della Val di Cornia. Tanti i coltivatori e gli agricoltori che hanno denunciato perdite ingenti. Più di ogni altro, come denunciato dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori) di Livorno, è andato perso il raccolto 2018 del carciofo, prodotto simbolo del territorio, ma ugualmente la produzione di fave è compromessa, quella degli asparagi, anche le altre colture sono state danneggiate. Solo del carciofo, secondo i dati diffusi dalla Cia, sono andati in fumo 600 ettari di prodotto pronto alla raccolta, con un danno stimato di oltre 7milioni di euro. Le aziende coinvolte, piccole e medie imprese spesso a conduzione famigliare, hanno coltivazioni soprattutto nei comuni di Campiglia, Piombino, dove si sono registrati i danni più grossi, e parzialmente a Suvereto, San Vincenzo e il resto della Val di Cornia. Ma le ricadute negative sono anche sull’indotto, dalla raccolta alla lavorazione del carciofo locale, che rifornisce la grande distribuzione. «Situazione drammatica per le aziende agricole, interi raccolti sono andati distrutti. Se qualcosa si potrà salvare, verrà raccolta a fine aprile, ormai produzione tardiva» aveva sottolineato Pierpaolo Pasquini, presidente Cia Livorno. La Cia Toscana ha chiesto lo stato di calamità per i danni da maltempo alle colture ortofrutticole della costa livornese. Gli agricoltori sperano a questo punto in un sostegno economico che possa risollevarli dalle perdite avute. Le segnalazioni che verranno raccolte tramite il sito di Artea serviranno quindi da censimento dei danni avuti. Dopo la ricognizione e fatte le opportune verifiche, se la Regione dovesse riconoscere lo stato di calamità naturale, verranno stabilite le risorse da destinare agli agricoltori attraverso i contributi previsti dal Fondo di solidarietà nazionale. Il Fondo si attiva in presenza di avversità atmosferiche eccezionali e di calamità naturali, come il gelo e la siccità, che incidano sulla produzione lorda vendibile annuale delle singole aziende agricole interessate, in misura non inferiore al 30% della produzione ordinaria.

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