Gioco
Tanti fenicotteri anche ai Perelli bassi «Stop ai cacciatori»
Ghignoli: «Unica area dove i cavalieri d’Italia nidificano» Benucci: «Tanti birdwatcher e valore aggiunto al turismo»
TOR DEL SALE. Aironi, tanti. Cavalieri d’Italia che “fanno casa”, ormai, soprattutto qui. Ospiti eccellenti come piro piro fulvo o averla maggiore. Ecco che torna al centro dell’attenzione l’area Perelli bassi: più che contigua un proseguimento naturale dell’Oasi Wwf riserva naturale regionale (da dicembre 2017 è stata firmata la convenzione per la gestione al Wwf Padule Orti Bottagone).
Sullo sfondo la centrale Enel fantasma, all’orizzonte il polo integrato della nautica e della cantieristica di Ponte d’oro. Mentre la Regione (perso il riferiemento con la Provincia) è in attesa della richiesta da parte del Comune per far crescere l’area con divieto di caccia. «Perelli bassi – ricorda la responsabile dell’Oasi Wwf Silvia Ghignoli – sta diventando sempre più frequentata dagli animali della palude: in questi giorni pure una diecina di fenicotteri. E da quasi tre anni è diventata l’unica area dove riescono a nidificare i cavalieri d’Italia, poiché con gli sbalzi del livello d’acqua ad Orti – sottolinea Ghignoli –, spesso non riescono a portare avanti la covata. Anche dai numeri del censimento degli uccelli acquatici fatto quest’anno nell’area di Perelli bassi, anche se censita insieme ai Pratoni di Vignarca e Sterpaia, sono buone le presenze di uccelli di palude si parla di folaghe, gallenelle d’acqua, aironi e cormorani».
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Conferme arrivano direttamente da Stefano Benucci, rilevatore del Centro ornitologico toscano (ornitologo per passione): «Questa dei lagoni, area abbastanza grande di circa 35 ettari, è un ambiente davvero interessante – spiega – Ci mostra ancora uno spaccato di come la Val di Cornia appariva ancora un centinaio di anni fa, prima delle bonifiche: sott’acqua».
«Oggi – prosegue Benucci – possiamo ancora vedere la palude salmastra degli Orti, in cui predomina la salicornia e la palude d’acqua dolce del Bottagone, col canneto. La siccità estiva – conferma Benucci – crea problemi non indifferenti. Invece la parte dei Perelli bassi è più stabile e la si può scoprire lungo la strada per Perelli 1. Proprio la fascia di territorio dove si risente di più delle difficoltà legate al disallineamento tra i confini della parte inquadrata come area protetta e gestita come riserva naturale che comprende Orti Bottagone, zona umide d’importanza internazionale (convenzione di Ramsar). Eppure – dice – nella fascia “cuscinetto” di Perelli bassi dove la caccia è comunque consentita ci sono crescenti presenze di specie importante dal piro piro seguito da centinaia di birdwatcher, all’aaverla maggiore che in questa parte di Toscana non si era mai vista. Qui nidificano una diecina di coppie di cavaliere d’Italia, uccello delicatissimo per la cova; ci sono anatre, volpoche, aironi cinerini. Così vicino al mare...valore aggiunto per il turismo».
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