Sicurezza
Jindal, conferme indiane sulla firma imminente
Un quotidiano cita fonti vicine al dossier fissando la chiusura ai primi di marzo Jsw intanto è impegnata in un’altra acquisizione, in concorrenza con Tata Steel
PIOMBINO. Il gruppo siderurgico indiano Jsw Steel sarebbe pronto a firmare nei primi giorni di marzo l’accordo con Issad Rebrab per l’acquisto di Aferpi. A sostenerlo è il quotidiano online in lingua inglese Hindu Business Line, citando fonti vicine al dossier e confermando le indiscrezioni circolate in questi giorni che rimandavano appunto alla prossima settimana la formalizzazione dell’intesa.
Secondo Hindu Business Line la cifra per l’acquisto dell’impianto siderurgico piombinese sarebbe di 75 milioni di euro, sei miliardi di rupie, somma superiore di circa 15 milioni rispetto a quella fatta circolare da varie fonti al ministero dello Sviluppo economico nelle giornate di giovedì e venerdì, quando i rappresentanti legali di Cevital e Jsw avevano trovato un accordo di massima che attende solo la firma del presidente, Sajjan Jindal, dopo quella apposta dal ceo del gruppo algerino, Said Benikene.
Il giornale indiano online spiega anche di come Jindal sia coinvolto anche nella corsa all’acquisto dell’importante gruppo indiano Bushan, in cui è in competizione con un altro gigante, Tata Steel.
Jsw però sarebbe decisamente sfavorita, per l’offerta economica superiore dei concorrenti. Dell’affare si sarebbe interessato anche Liberty House, escluso per aver presentato la sua offerta in ritardo (ma sulla questione pende un ricorso): Liberty è lo stesso gruppo che nei mesi scorsi aveva manifestato interesse per la ex Lucchini di Piombino.
Il tentativo di Jindal di un’ulteriore espansione in India non sarebbe però in contrasto con l’operazione per l’acquisto di Aferpi, considerando il programma di forte aumento della produzione di Jsw, e la fase congiunturale del settore, nel quale i principali produttori siderugici di livello mondiale sono impegnati nella ricerca di nuove acquisizioni, specie di aziende fallite o in difficoltà.
La produzione in Europa peraltro consentirebbe al gruppo indiano – battuto da Arcelor Mittal nella corsa per l’Ilva di Taranto – di rimediare al problema dei dazi e di allargare il proprio mercato nel continente.
Hindu Business Line cita anche il fatto che una società del Gruppo Jindal, la Jsw Energy, sta preparando la produzione di auto elettriche in India, e che quindi «un sito in Europa, uno dei più grandi mercati di auto elettriche, consentirà al gruppo di fabbricare componenti per questi veicoli molto più velocemente».
Jsw prevede di lanciare il primo veicolo elettrico entro il 2020.(cloz)
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