Il Tirreno

Manca la firma di Jindal

di Cristiano Lozito
Manca la firma di Jindal

Calenda: «Deve riunire il cda, per dare l’ok aspetto il piano industriale»

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PIOMBINO. L’attesa per la visita del ministro Carlo Calenda ieri si è divisa tra la soddisfazione generale per l’accordo trovato il giorno prima tra Cevital e Jsw sul passaggio dello stabilimento siderurgico al gruppo indiano, e la delusione intorno all’ora di pranzo per la notizia che sull’intesa non era arrivata come invece era previsto la firma di Sajjan Jindal. Al Mise, dopo un giorno e mezzo di attesa, col tavolo delle grandi occasioni “apparecchiato” per la firma, Calenda alle 13 ha spiegato che «bisogna aspettare arrivi la firma di Jindal, che è in Corea del Sud e sta rientrando in India, dove deve riunire il board. Loro hanno in mano il documento firmato dagli algerini», cioè dal ceo di Cevital, Said Benikene, aspetto comunque importante considerando che fin qui nella trattativa dubbi e resistenze erano tutti dalla parte algerina.

Situazione in stand by, dunque, con indiscrezioni su una certa irritazione del gruppo indiano per l’accelerazione che sarebbe stata impressa alla chiusura dell’operazione, e poi sulla scarsa soddisfazione di Jindal in merito agli accordi col Governo sul costo dell’energia. Ma su questo aspetto il ministro ha sostenuto che «il costo dell’energia non è stato assolutamente argomento di conversazione con i rappresentanti di Jindal. Peraltro è passata una normativa che si chiama “energivora” e oggi Piombino ha i costi dell’energia più competitivi d’Europa».

Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, pur definendosi «fiducioso», ha spiegato che «Comune, Regione e Governo hanno fatto tutto ciò che dovevano e potevano fare per giungere a una soluzione condivisa. Nella sua ricostruzione Jindal dopo aver avuto diverse ore di dialogo in teleconferenza col gruppo di Rebrab, ha chiesto tempo «per effettuare alcuni approfondimenti circa i termini dell’intesa e quindi in Italia si resta in attesa di vedere una firma che al momento non è ancora stata apposta su un preaccordo che giovedì, a tarda ora, era stato chiuso».

Secondo quell’accordo, che dovrebbe garantire il lavoro ai poco meno di 2000 dipendenti della ex Lucchini, ora serve la ratifica dei rispettivi cda con una “due diligence” di tre settimane.

A Piombino, prima di partecipare all’incontro del Phalesia con i candidati del Pd Silvia Velo e Leonardo Marras, Calenda ha parlato a lungo con Paolo Francini, leader di “Camping cig”, a cui ha promesso di tornare a Piombino una volta arrivata la firma di Jindal, «che sarà solo il primo passo, perché poi sarò io a dover dare l’approvazione al piano industriale». Alla richiesta di fare in fretta «perché noi siamo in cassa integrazione e il Governo è in scadenza», il ministro ha risposto: «Mi sto sbrigando. Ho detto a Jindal di fare presto, aspetto la firma».

Prudenza e un po’di delusione tra i sindacti, che hanno incontrato il ministro prima dell’iniziativa del Phalesia: «Manca ancora la firma del memorandum da parte del gruppo Jindal – ha detto il coordinatore delle rsu Uilm, Lorezo Fusco – anche dall’incontro di stasera col ministro non sono emerse grandi novità. Ci aspettavamo che la firma avvenisse questa mattina come era emerso giovedì durante l’incontro al Mise. L’auspicio è che siano solo questioni tecniche e che nelle prossime ore arrivino conferme per passare quanto prima alla fase di “due diligence”.

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