Sicurezza
Mancano i medici e saltano le visite
Numerose segnalazioni dei disservizi che si registrano negli ambulatori di Villamarina per gli organici ridotti
PIOMBINO. Aperture ridotte e attività rallentata. Persone che hanno fissato una visita anche sette mesi fa e, un paio di giorni prima dell’appuntamento, ricevono una telefonata di disdetta.
Accade in alcuni degli ambulatori di Villamarina. In particolare dell’area medica e chirurgica. Tra i servizi in crisi, reumatologia, diabetologia e doppler.
Le segnalazioni e le proteste arrivano soprattutto da qui ma il problema sembra essere più esteso. La causa resta la scarsità di medici. Anche se il problema degli organici investe tutte le categorie professionali.
Torniamo ai medici. Coprire le esigenze di apertura degli ambulatori e contemporaneamente l’attività ordinaria in corsia, è complicato. Soprattutto perchè ad una pianta organica risicata si aggiunge l’assenza, nell’area medica, di due figure professionali e mezza su un totale di dieci.
Il primario, dottor Michele Piacentini, ha raggiunto la pensione a fine anno e la sostituzione non è stata ancora fatta anche se la graduatoria c’è. Assente anche una dottoressa perchè in maternità mentre un altro medico è a tempo parziale per aver assunto il ruolo di assessore in un Comune elbano.
Problemi anche in chirurgia dove uno dei professionisti ha subìto un infortunio mentre non ha ancora fatto il suo ingresso l’ortopedico già incaricato.
Nei casi segnalati la sostituzione non c’è stata e, per non incidere troppo sulla presenza in corsia, si trovano penalizzati alcuni degli ambulatori. Dove ieri erano fissati una quindicina di appuntamenti, slittati ulteriormente previa telefonata.
«Anche con l’arrivo di un medico il problema non si risolve, si può coprire la turnazione in reparto ma i nodi restano», afferma Paolo Camelli (Uil Fp). Che ricorda i problemi più ampi dell’intero comparto, alla base della dichiarazione dello stato di agitazione in tutta l’area dell’Asl nord ovest.
Di convocazioni non ne sono arrivate ed è possibile che nei prossimi giorni si passi allo sciopero.
Il prendere tempo potrebbe essere dovuto alla necessità di capire i margini operativi concreti della direzione dopo la notizia che la Regione prevede 50 milioni di tagli.
Rimane il fatto che solo a Villamarina mancano una trentina di persone. Va di conseguenza il legame tra l’assistenza ai cittadini e le buone condizioni di lavoro degli operatori. Qualche esempio su tutta l’area Toscana Nord ovest. Nei reparti di degenza ci dovrebbe essere un infermiere ogni cinque posti letto. Oggi il rapporto è uno a sette. Questo significa che applicando lo standard assistenziale riconosciuto in tutti i sistemi sanitari avanzati di Europa, servirebbero 320 nuovi infermieri oltre la normale sostituzione di pensionamenti, mobilità, maternità, infortuni, ferie,part-time, legge 104.
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