Sicurezza
Aferpi, acciaierie a Jindal entro marzo
Giuliani: «Si volta positivamente pagina». Sindacati soddisfatti: «Prudenza, ma oggi si apre una nuova prospettiva»
PIOMBINO. La notizia dell’accordo tra Cevital e Jsw (oggi a Roma la firma, poi l’accordo sarà formalizzato entro marzo dopo l’esame del bilancio e l’ok dei due cda) è arrivata in parte inattesa.
Ormai il commissariamento pareva l’ipotesi più probabile per togliere il controllo dello stabilimento Aferpi a Issad Rebrab. Ma la reciproca convenienza a chiudere (Rebrab che incasserà 60 milioni, solo con un accordo poteva recuperare parte dell’investimento, Sajjan Jindal aveva fretta di entrare sul mercato europeo) ha consentito di stringere i tempi.
Decisiva la regia del ministro Carlo Calenda, che negli ultimi giorni del suo mandato sta lavorando per risolvere positivamente le più importanti crisi industriali del Paese.
Molti aspetti sono ancora da chiarire, primo fra tutti l’ampiezza del piano industriale di Jindal, che sembra vocato a impegnarsi in particolare sul settore dei prodotti piani, e le prospettive occupazionali. Le indiscrezioni dei mesi scorsi parlavano della volontà dell’industriale indiano di rimettere in marcia l’altoforno (partita particolarmente delicata dal punto di vista ambientale) occupando 1.800 lavoratori sui 2000 attualmente in cassa integrazione, ma sui dettagli del piano occorrerà attendere il confronto con i sindacati prevedibilmente dopo la conclusione formale della vicenda, entro il mese di marzo secondo quanto anticipato da Calenda.
«Dopo una giornata di attesa si conferma la volontà di Jindal di acquisire da Cevital l’intera società Aferpi – ha commentato il sindaco Massimo Giuliani – È stato firmato il protocollo di intesa, ora ci saranno dei passaggi obbligati che porteranno al closing. Ma alla fine si volta positivamente pagina».
«La notizia del raggiunto accordo tra Jindal e Cevital per una cessione totale di Aferpi al gruppo indiano non può che essere giudicata come una buona notizia– dice in una nota la sottosegretaria all’Ambiente, Silvia Velo – La piena occupazione e l’acquisizione di tutti gli asset a mio avviso sono il segnale di un impegno rilevante di Jindal sul territorio di Piombino. Notizie che fanno uscire il territorio da uno stato di incertezza e da tante preoccupazioni. Condivido comunque l’atteggiamento prudente espresso dal ministro Calenda. Passi da fare infatti ce ne sono ancora, ma almeno una svolta positiva c’è stata e c’è stata con uno dei primi produttori al mondo di acciaio».
Le segreterie di Fim, Fiom e Uilm esprimono un giudizio positivo sull’accordo, «perché si apre una fase nuova di prospettiva da affrontare con la giusta prudenza ed equilibrio, sapendo che il nostro obiettivo rimane quello di tornare a produrre acciaio a Piombino per salvaguardare l’occupazione, diretta e indiretta».
Più prudente il commento dell’Uglm: «Prendiamo atto dell’accordo – si legge in una nota – ma ci riserviamo le valutazioni al termine della presentazione del piano industriale. Solo in quel momento, quando conosceremo le reali intenzioni della nuova proprietà sulle maestranze dirette e l’indotto, le produzioni e le bonifiche, potremo esprimere un giudizio».
Alle 15 è convocato il consiglio di fabbrica «con tutti i lavoratori per informarli degli eventuali nuovi sviluppi». Al margine del convegno al Phalesia oggi Calenda incontrerà le rsu Aferpi e Piombino Logistics.
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