Il Tirreno

Case popolari, nuove regole e brusco calo di domande

di Luigi Cignoni
Case popolari, nuove regole e brusco calo di domande

Le norme sull’accesso agli stranieri fanno diminuire le richieste del 32 per cento Depennate sedici istanze per mancanza di requisiti, assegnati tre alloggi

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PORTOFERRAIO. Sedici richieste per assegnazione di alloggi in emergenza abitativa sono state ritenute prive dei necessari requisiti. Quindi depennate dalla lista. In particolare è stato appurato la “reale insussistenza del disagio abitativo” di alcuni nuclei familiari che ne avevano fatto richiesta. E cinque soggetti aspiranti a un alloggio popolare presenti nell’elenco da un anno dovranno rinnovare la domanda d’inserimento nella graduatoria.

Lo ha disposto la commissione per l’emergenza abitativa del Comune (composta da Mauro Parigi, dirigente comunale, Flavia Bizzarri, responsabile dell’Ufficio politiche sociali, e Anna Garfagnini, responsabile dell’assistenza sociale dell’Usl) nell’ultima riunione di lavoro.

Inoltre si è venuta a creare la disponibilità per tre alloggi che sono stati assegnati a coloro che ne avevano fatto richiesta. Si tratta di un appartamento ubicato a piano terra in via Bruno Buozzi, di un alloggio sito tra via Val di Denari e via Martiri delle Foibe, infine un’abitazione al secondo piano di via Carducci.

Tutto questo secondo quanto prevede il regolamento comunale per l’assegnazione di unità in predicato di emergenza abitativa che il consiglio comunale ha approvato recentemente. Nel rispetto della graduatoria che viene aggiornata ogni quadrimestre.

«Il nostro obiettivo – ha dichiarato l’assessore alle politiche sociali Adalberto Bertucci – è quello di dare una casa a coloro che effettivamente ne hanno bisogno».

Sono state 126 le domande che sono pervenute all’Ufficio politiche sociali all’ultimo bando con cui si chiudeva la graduatoria per l’assegnazione in locazione degli alloggi comunali il 31 ottobre 2017.

Un numero di richiedenti di tutto rispetto, però rispetto all’ultimo bando dell’anno precedente si è avuta una diminuzione del 32 per cento circa. Presumibilmente per i nuovi più rigidi criteri adottati dall’esecutivo Ferrari, per l’assegnazione delle case popolari.

Infatti, i requisiti richiesti per formalizzare ufficialmente la domanda risiedevano nel possedere la cittadinanza italiana o della Comunità europea. Inoltre avere la residenza anagrafica nel Comune di Portoferraio per una durata non inferiore ai cinque anni. I cittadini invece di un altro Stato, regolarmente però residenti sull’Isola, devono essere in possesso di soggiorno almeno biennale. Il reddito fiscalmente imponibile non deve superare il limite previsto per l’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Inoltre la persona richiedente non deve possedere titolarità di diritti di proprietà o quote di proprietà, usufrutto, uso e abitazione su immobili ubicati in qualsiasi località, anche nei Paesi di provenienza.

«Il bando fa chiarezza sull’accesso – sottolinea ancora Bertucci – Aspirare a un alloggio popolare è consentito solo a chi non possiede altre abitazioni, né in Italia né all’estero. Lo trovo più che giusto. Perché, se uno possiede già una casa, non ha diritto – conclude l’assessore – a essere intestatario di un alloggio comunale». Appare chiara la volontà perseguita dalla giunta. Che resta quella di aiutare soprattutto le famiglie, cercando di dare la precedenza a chi ha figli minori a carico. Non è un caso che si siano date recentemente risposte a quei nuclei familiari che presentavano minori a carico. Ma è evidente che la coperta è sempre corta.

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