Il Tirreno

COMMERCIANTI CORAGGIOSI

La bottega artigianale: Tonin, marmista da più di 60 anni

di Cecilia Cecchi
Milco Tonin davanti al laboratorio col carretto (targato) utilizzato negli anni Cinquanta (fotoservizio Paolo Barlettani)
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Milco Tonin davanti al laboratorio col carretto (targato) utilizzato negli anni Cinquanta (fotoservizio Paolo Barlettani)

Tante collaborazioni nel sociale e premi per foto subacquee «Amo il lavoro e il mare. Gennai e Leonelli, come fratelli»

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PIOMBINO. Fuori dalla bottega, poggiato al muro, c’è il “veicolo a braccia”. «Anni Cinquanta, fratelli Tonin: Vittorio (detto Zeppa) il mio babbo, poi Guglielmo e Anna perché il carretto di nonno lo potevano portare anche loro...» ricorda il marmista Milco Tonin, in cappa d’ordinanza (il sorriso è naturale) «e il cappello è sempre e solo quello fatto con la carta per il pane, come mi ha insegnato nonno Pietro. Da una parte il laboratorio – spiega – con strumenti e marmi sui cui sto lavorando ora con le tecniche più tradizionali, imparate tanto tempo fa. Nel locale a fianco il camioncino e altre attrezzature...».

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Già sbirciando nel laboratorio si respira la storia di più di 60 anni di lavoro: attaccato al muro un trapano “antico” (tutt’uno con la polvere di marmo), vicino agli anelli da stalla per legare i cavalli. La sala adiacente? A parte il furgoncino, sembra posto ideale dove gli amici possono incontrarsi. Ci sono sedie e poggiate ovunque foto di piazza Bovio e di mare (sopra e sotto). Milco è del gruppo sub Lega navale da tempo immemore con equivalente passione per la fotografia subacquea che condivide con i due “più che amici” Claudio Gennai e Sandro Leonelli che anche stamani sono qui (poi arriverà pure Walter Calvi).

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«Una traccia di come via XX Settembre resta solo nella memoria: – ricorda Milco – negli anni Sessanta, qui, dietro ogni serranda c’era un artigiano e bambini dappertutto». Nella rimessa entra Marchino... «Marco Marchi – prosegue – ci facciamo compagnia... lui badava alle stalle per gli animali nella piazza davanti a Sant’Antimo».
Il marmista si ritaglia, a volte, un po’di tempo in più al laboratorio «perché ne trascorro molto al cimitero – racconta – già da bambino, 7-8 anni, spesso seguivo il babbo e andavo a giocare coi soldatini tra i cumuli di terra... guardando il mare».

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La bottega nasce ai primi anni cinquanta con nonno Pietro di origini venete, finanziere ma già scultore del marmo, che da Taranto si trova militare all’Elba.
«Nonno ha aperto un primo laboratorio in via Garibaldi – dice Milco – per poi trasferirsi definitivamente in via XX Settembre. Qui dentro ci vivevamo 4 fratelli tutti maschi e babbo veniva pure a prenderci a scuola in piazza Dante caricandoci tutti sullo stesso carretto. Indimenticabile la mamma Emanuela che quando tornavo davvero sporco mi spediva a lavarmi alle fonti di Marina... Dopo le medie ho fatto due anni di Iti, ma lavorare col marmo era già la mia passione: così sono rimasto in bottega. Certo è un lavoro ma è importantissimo il contatto con le persone, che cerco sempre di aiutare in tutti i modi».

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Umanità e mare. «Da bottega al cimitero sul carretto fin da bimbo sempre guardando il mare – aggiunge – E devo ringraziare tanti clienti che hanno creduto in me e nei miei lavori. Grazie ai piombinesi... la mia attività va avanti col cuore». Da considerare che spesso Tonin è stato chiamato per recuperi e restauri in cimiteri monumentali a Torino, Genova, Taranto e Bergamo, ma pure sull’isola di Rodi (Grecia), ad Amnecy e Tours, in Francia. Spesso coinvolto in città in iniziative storiche o sociali (recenti l’urna per padre Mammoli, la targa per il femminicidio, la base per la statua di “Picitrì” e la lapide sotto il relitto Sgarallino, a 68 metri sotto il mare all’Elba).

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Milco, capace di condividere per empatia il momento più doloroso della vita di tutti, trova sempre nuovo entusiasmo nel cogliere lo spettacolo della natura e poi raccontarlo insieme ai suoi amici fotografi– ub del cuore: «con Sandro Leonelli e Claudio Gennai – dice in un soffio – siamo fratelli. La passione per il mio lavoro finirà con me – sottolinea – ma mi piacerebbe utilizzare di più spazi del laboratorio pure per fare delle mostre, anche con tante immagini scattate da noi».

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Foto a tre firme che sempre più spesso si aggiudicano premi. Anche il 24 febbraio Tonin, Gennai e Leonelli saranno a Genova invitati alla cerimonia del 4° Concorso di fotografia subacquea Blu Cobalto con la premiazione al Museo Galata in occasione del “Premio Marcante 2018”. E porte mai chiuse in via XX Settembre per condividere proprio tutto dalla vita, alla memoria, alla bellezza, che c’è ovunque.

 

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