Il Tirreno

Monteverdi, boom del turismo Nel 2017 quasi 35mila presenze

Monteverdi, boom del turismo Nel 2017 quasi 35mila presenze

Uno studio di Confesercenti a sorpresa mette al primo posto il comune tra quelli dell’Alta Val di Cecina. Ma c’è anche il grosso neo di 87 strutture che non dichiarano, a fronte di sole 15 ufficiali e in regola 

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MONTEVERDI. Eppur si muove: nonostante le apparenze contrarie di un’offerta “esagerata” di affitti e case in vendita vuote da anni, sia nei centri storici che nella campagna, nonostante la prolungata stagnazione immobiliare, il turismo è in crescita a Monteverdi. Lo certifica un accurato studio di Marco Ricci, realizzato per conto di Confesercenti, e presentato durante un forum a Volterra.

Ricci ha messo sotto la sua lente i comuni dell’alta Val di Cecina, compreso Monteverdi, terra di confine fra tre province e in gran parte affacciata sulla Val di Cornia e il mare, e il risultato più interessante è, pur nella difficile competizione con Volterra, Pomarance, Montecatini V.C. e Castelnuovo, che il territorio monteverdino si dimostra il più dinamico. Lo studio, infatti, attribuisce a Monteverdi nel 2017 presenze di 13.431 turisti nelle strutture ufficiali con una presenza media di 4,6 giorni, la più alta fra i 5 comuni esaminati (dove la media è di 3,4, e di 3,1 a Volterra); di 20.924 (stima) nelle strutture ricettive non ufficiali con una permanenza media di 4,8 giornate, ancora la più alta rispetto ai “concorrenti” e alla media generale di 3,9. Il totale 2017 è di conseguenza: 34.335 presenze e una permanenza media di 4,7 giornate/turista.

L’incremento del movimento turistico sul territorio dei 5 comuni è in linea con le cifre degli arrivi e delle presenze, stimato in 5,3% nel 2017 rispetto al 2016: un risultato “da leccarsi le dita” in zone dove la crisi degli ultimi anni ha colpito duro sugli immobili. L’indagine presenta tuttavia zone oscure, e il ricercatore “mette le mani avanti” avvisando che si tratta di stime e parametri orientativi: nel caso di Monteverdi, infatti, a fronte di 15 strutture ricettive ufficiali vi sarebbero ben 87 strutture non ufficiali, cioè sei volte le prime, in netta diversità rispetto agli altri quattro comuni, dove la variazione tra le prime e le seconde è al massimo poco sopra il doppio (Castelnuovo). La “distorsione” si riproduce pari pari sul calcolo dei posti letto disponibili: infatti soltanto Monteverdi (con un totale di 508) ne ha di più nelle strutture non ufficiali (322) che in quelle ufficiali (186).

Ci sono spiegazioni di tale “distorsione”? Secondo il parere di alcuni operatori, com’è avvenuto in passato per il “boom” dell’edilizia e delle seconde case, l’onda favorevole del turismo è risalita verso Monteverdi quando sulla Costa si è determinata una certa saturazione con offerte a prezzi elevati. Altra possibile spiegazione: la relativamente recente valorizzazione del territorio in campo turistico facendo leva sull’ambiente. Ancora: la decisione, tutta politica, di non applicare la tassa di soggiorno, che se da un lato è vantaggiosa per il turista dall’altro induce le strutture non ufficiali a restare nell’ombra. E l’indagine, in proposito, indica una soluzione: «Sarebbe auspicabile un intervento per avviare controlli periodici delle offerte turistiche on-line». (g.p.)



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di Redazione web