Sicurezza
Bòtte alla ex moglie, finisce ai domiciliari
Arrestato dalla polizia dopo l’ultimo episodio in cui aveva picchiato la donna, innervosito dall’averla trovata a passeggio
PIOMBINO. Dieci anni di bòtte e prevaricazioni, proseguite anche dopo la separazione: alla fine il cazzotto con cui ha mandato all’ospedale la ex moglie, colpevole di essere uscita da sola a fare due passi, è costato l’arresto e poi i domiciliari a un rumeno 40enne, accusato di maltrattamenti in famiglia aggravati dal fatto di averli messi in atto davanti ai figli. Dell’uomo non sono state diffuse le generalità per le esigenze di tutela dei minori coinvolti.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal giudice per le indagini preliminari Antonio Del Forno, ed è stato eseguito dalla squadra anticrimine della polizia che ha lavorato a lungo sul caso. Un lavoro meticoloso quello della polizia, che ha messo in fila una lunga serie di comportamenti violenti iniziati quando la coppia rumena non stava ancora in Italia e proseguiti senza sosta.
Al commissariato di Piombino da alcuni mesi nella squadra anticrimine si lavora con particolare attenzione al fenomeno dei maltrattamenti in famiglia, non meno preoccupante di quello dello stalking, di cui a volte rappresenta anzi l’inizio.
Il lavoro per fronteggiare quella che si chiama “violenza di genere” da parte della squadra anticrimine del commissariato vede in campo con un ruolo da protagonista una agente donna: una figura importante perché in situazioni come queste trovare una donna a cui raccontare la propria storia, con tutte le tutele e le precauzioni del caso, può senz’altro aiutare.
Secondo la polizia, riferendosi in particolare al tema dei maltrattamenti in famiglia, non sono poche le storie del genere che consigliano di uscire dallo stereotipo secondo cui questi fenomeni accadono solo in contesti particolarmente degradati.
La storia della coppia rumena affrontata dalla polizia è infatti quella di due persone che arrivate dalla Romania hanno messo su famiglia a Piombino, col lavoro dell’uomo che ha sempre garantito loro una vita dignitosa.
Ma il suo comportamento violento, che la donna aveva già sperimentato in Romania, non è mai cambiato: secondo il suo racconto l’uomo si arrabbiava per un nonnulla e alzava le mani con grande facilità, qualche volta è arrivato a spaccarle un piatto in testa. Fino alla separazione, che per la donna sembrava la fine di un incubo.
Ma lui invece ha continuano come prima, fino a picchiarla solo perché l’aveva vista fare una passeggiata in centro.(cloz)
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