Gioco
«Il ministro faccia rispettare l’accordo»
Secondo le Rsu il gruppo Cevital sta tergiversando per far saltare l’amministrazione controllata e l’insolvenza della società
PIOMBINO. La tensione è alta tra i sindacati e i lavoratori, dopo che il gruppo Cevital ha fissato l’assemblea dei soci per venerdì 2 marzo, cioè ben più in là rispetto a quanto aveva indicato il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Sì perché con le elezioni alle porte, il 4 marzo, i rappresentanti dei lavoratori delle acciaierie temono che non ci sia più il tempo per dare attuazione a quelle operazioni concordate col ministro e che potrebbero concedere una prospettiva diversa allo stabilimento.
In una nota congiunta delle Rappresentanze sindacali unitarie di Fim, Fiom e Uilm si sottolinea a più riprese che il gruppo Cevital sembrerebbe proprio tergiversare per evitare il nuovo commissariamento da parte del governo e le istanze di insolvenza, impossibili da attuare se si arriverà alla decadenza dell’esecutivo nazionale.
«Siamo ormai alla scadenza dei 7-10 giorni che il ministro Calenda ha concesso al gruppo Cevital per provare a raggiungere un accordo per la cessione dello stabilimento al gruppo Jindal (contatti che Rebrab aveva assicurato nell’ultimo incontro al Ministero ndr), prima di procedere con la presentazione al Tribunale di Livorno delle due istanze di insolvenza e per la richiesta immediata di amministrazione straordinaria». Azioni indispensabili, secondo i sindacati, per far ripartire almeno parzialmente la fabbrica soprattutto nel settore rotaie, visto che in ballo c’è la commessa con le Ferrovie dello Stato.
I sindacati si attendono («coerentemente con ciò che ha dichiarato il ministro nell’ultimo incontro al Mise a Fim, Fiom e Uilm») una convocazione per i primi giorni della prossima settimana per la conferma degli impegni assunti. Anche nell’ultima assemblea - proseguono i sindacati - con i lavoratori Aferpi e Piombino Logistics «abbiamo ribadito di non poter più tergiversare». Secondo le Rsu, Cevital sta cercando di far saltare questo percorso irto di ostacoli e stretto in un ambito temporale molto limitato «provando a tirare la palla in fallo. Ma per Fim-Fiom e Uilm la procedura intrapresa dal ministro Calenda verso una nuova amministrazione controllata non dovrà essere interrotta se non in presenza di un atto formale di vendita tra le parti, concreto e irreversibile, certificato e approvato dallo stesso ministro».
Le segreterie della “triplice” hanno convocato tutte le Rsu per un consiglio di fabbrica che si preannuncia particolarmente acceso martedì prossimo 20 febbraio alle 15, «per valutare il percorso da intraprendere in caso dell’arrivo o meno della convocazione al Ministero».
Per i lavoratori Aferpi la dichiarazione di insolvenza e la richiesta di amministrazione straordinaria sono due passaggi decisivi, perché Rebrab non può partecipare al bando di gara delle Ferrovie dello Stato, mentre andando in amministrazione straordinaria il nuovo commissario potrebbe accedere al Fondo per le grandi imprese (a Piombino dovrebbero toccare 50-60 milioni) che permetterebbero di partecipare al bando e dare ossigeno almeno a parte di lavoratori e a una porzione importante dello stabilimento. Si gioca tutto sulle date e per i sindacati non è più tempo «di tergiversare».
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