Sicurezza
Assemblee in Magona, scatta lo sciopero
La fabbrica rischia lo smembramento. I sindacati: «Vogliamo un tavolo di trattativa nazionale»
PIOMBINO. Sale il malumore alla Magona, e le Rsu di Fim, Fiom e Uilm vanno allo sciopero.
Gli ultimi incontri non sono andati bene, Arcelor Mittal vuole vendere al gruppo Arvedi lo stabilimento di Piombino ma portarsi a Genova il reparto di verniciatura due con i 60 lavoratori che vi lavorano costretti a migrare, oppure ad abbandonare la fabbrica e perdere il loro posto di lavoro.
Una decisione unilaterale che per i sindacati è, e rimane, inaccettabile. Anche ieri i lavoratori si sono riuniti in assemblea con le Rsu (così come il giorno prima), e l’indirizzo condiviso è quello di non cedere.
«Nei giorni 15 e 16 febbraio si sono svolte le assemblee in ArcelorMittal Piombino per informare i lavoratori - dicono le Rsu dei tre sindacati - sulla situazione determinata dal contratto preliminare siglato tra ArcelorMittal e Arvedi. La Rsu e le segreterie Fim Fiom Uilm nel ribadire l’inaccettabilità di questo atto, hanno presentato alle assemblee dei lavoratori un percorso di iniziative sindacali a partire da uno sciopero indetto per mercoledì prossimo di tre ore, con modalità che verranno definite dalla Rsu».
Un percorso che secondo le intenzioni dei sindacati è finalizzato all’apertura di un tavolo governativo nell’ambito della trattativa per l’acquisizione dell’Ilva di Taranto da parte di Arcelor Mittal». Operazione, quella di Taranto, che ha costretto Arcelor a cedere lo stabilimento di Piombino per rientrare nei tetti dell’Antitrust, ma con quella volontà (ribadita anche in un faccia a faccia con i sindacati) di portarsi via un reparto che appare inaccettabile.
«Siamo tutti consapevoli che questo sciopero ha la finalità di conquistare un tavolo di trattativa nazionale e che potrà essere revocato solo alla presenza di una convocazione al Mise» aggiungono i sindacati.
Per le organizzazioni sindacali e per i lavoratori la vertenza Ilva di Taranto non dovrà essere conclusa senza aver risolto prima la vicenda Magona.
La Rsu e segreterie Fim, Fiom e Uilm «sono consapevoli che la trattativa sarà lunga e complessa, perciò fanno appello a tutti lavoratori dello stabilimento Magona di massima unità e condivisione, dal momento che deve essere difeso il futuro e l’integrità dello stabilimento».
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