Sicurezza
Siccità e caldo i killer Allarme di Coldiretti
Nobili: «Alcune colture rischiano il collasso, serve più acqua»
SUVERETO. «Se continuasse a piovere in modo intelligente come in questa ultima settimana, i gravi problemi di siccità che attanagliano la Val di Cornia potrebbero attenuarsi, dopo un gennaio davvero anomalo che ha fatto danni ingenti». Claudio Nobili, responsabile della Coldiretti di zona, conferma l’allarme lanciato dalla sede regionale del sindacato agricoltori: «Il nostro comprensorio è uno dei due più colpiti a livello toscano – osserva – ed abbiamo grossi problemi di falda che si è abbassata notevolmente per l’annata di siccità che ha condizionato in negativo un po’ tutti i settori dell’agricoltura nostrana. Infatti le cosiddette “bombe d’acqua” che si sono registrate non portano nessun beneficio perché le acque di superficie finiscono tutte in mare… Speriamo che la stagione “metta giudizio” e che continuino le piccole ma continue piogge, altrimenti i problemi potrebbero aumentare andando verso l’estate».
La situazione la spiega bene la Coldiretti toscana: «Il mese di gennaio è risultato termicamente molto più caldo della media, con scarti positivi di circa 3 gradi, ed è stato registrato, dopo il 2007, il secondo gennaio più caldo almeno degli ultimi 40 anni. Dal punto di vista pluviometrico è stato in linea con le serie storiche e non ha permesso di recuperare il deficit annuo ereditato nel 2017 di oltre 200 millimetri, pari a circa un 30% di precipitazioni in meno. La mancanza di acqua - sottolinea Coldiretti Toscana - si fa sentire soprattutto nelle campagne dove le piante da frutto, in fase di rigonfiamento delle gemme o già fiorite per effetto del caldo, hanno bisogno di acqua. Ma in sofferenza c’è anche il frumento ed a rischio ci sono le semine ed i trapianti primaverili come il mais. E anche gli ortaggi - spiega la Coldiretti - si debbono irrigare come se fosse giugno. Gli allevatori stanno finendo le scorte di fieno e materie prime per l’alimentazione degli animali con effetti sulla raccolta del latte».
L’andamento schizofrenico dell’inizio dell’anno è confermato anche dal caldo anomalo del mese scorso, con le temperature massime che sono risultate di 3,3 gradi superiori alla media storica e che hanno provocato la fioritura anticipata delle piante da frutto. Basta guardarsi intorno per costatare come una finta primavera abbia risvegliato gli alberi, con i mandorli già in fiore e le gemme di albicocchi e peschi in fase di apertura che rischiano di essere compromesse nel caso del possibile ritorno del freddo.
«Siamo di fronte alla conferma di cambiamenti climatici in atto – dicono alla Coldiretti - che si stanno manifestando in Italia con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi con pesanti effetti sull’agricoltura che, lo scorso anno, ha subìto perdite record per 2 miliardi di euro con effetti sull’occupazione e sul carrello della spesa dei cittadini. Per questo motivo è indispensabile lavorare ad un sistema di gestione del rischio efficace per le uniche imprese che hanno il clima fra i propri “fattori della produzione”». E in Val di Cornia la siccità ha creato non pochi danni, sia nei raccolti che nella stessa produzione di olio e vino, con quantità a volte anche dimezzate. Qualcosa di positivo è stato fatto per alleviare il fenomeno, tra questi, convogliare più acqua dal depuratore di Venturina alla Fossa Calda per uso agricolo: «Abbiamo richiesto all’assessore competente che questo trasferimento di acqua dal depuratore diventi fisso – dice Claudio Nobili – e della cosa stanno interessandosi il comune, l’Asa e il Consorzio di Bonifica. È anche opportuno che la regione rilanci la politica degli invasi per recuperare più possibile acqua come sistema, non solo intervenendo quando c’è l’emergenza. Infatti, anche in questo delicato settore dell’attività agricola della Val di Cornia e non solo, è determinante poter prevenire certe situazioni».
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